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Agevolazioni fiscali, al tessile 70 mln di euro dal fisco

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L’agenzia delle entrate spiega e dà le istruzioni operative per beneficiare degli incentivi per ridare sprint al Made in Italy

Agevolazioni fiscali per le imprese che operano nel settore tessile e dell’abbigliamento.

L’agenzia delle entrate dà le istruzioni operative per beneficiare di questi incentivi. In sostanza, fa sapere una circolare dell’agenzia delle entrate, la n. 22/E del 29 aprile 2010, sono in arriva 70 milioni di euro per ridare sprint al Made in Italy.

In particolare gli incentivi vanno nella direzione di supportare le attività di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo finalizzate alla realizzazione di campionari (previste dal decreto legge 40 del 2010).

Non è previsto alcun limite di natura giuridica o legato alla dimensione aziendale per poter accedere al beneficio. La circolare chiarisce, infatti, che l’agevolazione è aperta a tutti gli operatori che svolgono attività produttive di reddito d’impresa nei settori delle industrie tessili e della confezione di articoli di abbigliamento e di articoli in pelle e pelliccia (tabella ATECO 2007), anche se l’attività non è svolta in modo prevalente.

Possono accedere al beneficio sia le imprese residenti sia le stabili organizzazioni, anche se determinano il reddito in modo forfetario e hanno iniziato l’attività dal 2010.

Effettuare attività di ricerca e ideazione estetica, o realizzare prototipi per creare un campionario o delle collezioni, sono alcune delle condizioni necessarie per usufruire della detassazione dedicata al settore tessile e della moda. Inoltre, la circolare fa una panoramica dei costi ammissibili, specificando che il contribuente deve dimostrare l’inerenza delle spese alle attività agevolabili.
La detassazione spetta esclusivamente ai fini dell’Irpef (comprese le addizionali) e dell’Ires, è riconosciuta a prescindere dal risultato di esercizio (utile o perdita) e consiste nell’esclusione dal reddito d’impresa di un importo determinato in base agli investimenti effettuati.

La circolare precisa che il risparmio d’imposta non può superare l’importo massimo che l’Agenzia comunicherà, in via telematica, al contribuente in seguito alla sua richiesta di agevolazione, che va presentata tra il 1° dicembre 2010 e il 20 gennaio 2011. In caso di investimenti che nel loro complesso superino i 70 milioni di euro stanziati, l’agevolazione è attribuita proporzionalmente all’ammontare del risparmio d’imposta richiesto dal contribuente.
L’Agenzia chiarisce inoltre che, in base alle disposizioni comunitarie sugli aiuti de minimis, l’importo massimo per il quale si può fruire dell’agevolazione è pari a 200mila euro.