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Spunti e stimoli “informatici” per uscire dalla stagnazione

Silicon è il sito di tecnologia dedicato alle strategie delle aziende IT che cavalcano i nuovi trend di mercato, dal cloud computing alla virtualizzazione, dal mobile al byod. Analisi, approfondimenti, prove di app e prodotti, oltre alle notizie quotidiane, fanno di Silicon l’appuntamento giornaliero per i manager che vogliono capire come la tecnologia possa aiutarli nel fare business. Su queste tematiche Silicon realizza interviste agli attori del mercato e reportage dai principali eventi, sia in Italia sia all’estero.

Alcune aziende del settore It hanno offerto, al recente Forum It di Riccione, indicazioni sull’apporto della tecnologia all’innovazione industriale

Troppa attenzione ai costi, troppo poca all’innovazione. Il ritornello ricorrente nei dibattiti intorno al futuro del Paese è spesso strettamente correlato al ruolo che la tecnologia informatica può esercitare per accelerare lo sviluppo, valorizzare le eccellenze industriali e contribuire così alla definizione di una duratura linea di sviluppo economico.

Se ne è discusso di recente anche al Forum It di Riccione, nel corso del quale alcune aziende si sono confrontate con le difficoltà di fare business e accrescere, allo stesso tempo, la cultura tecnologica dei propri interlocutori di mercato.

Il tema è evidentemente molto caro a una realtà come Itg – International Technology Group, che punta sul fattore umano come mezzo per incrementare in modo consapevole e non coercitivo la produttività aziendale. Per questo, la realtà consulenziale, nata nel 1992, ha abbracciato la causa della diffusione dell’Ecdl (European Computer Driving License), la cosiddetta “patente europea del computer” e si fa scudo dello studio, realizzato da Sda Bocconi e Aica, in base al quale “l’ignoranza informatica” produce un mancato guadagno quantificato in 2.261 euro all’anno per dipendente. “Nell’approccio con le aziende, l’iniziale compresione di queste tematiche è il principale scoglio da superare – testimonia Gabriella Grisoglio, partner Itg e docente all’Università Bocconi di Milano – poi però si procede spediti. Noi abbiamo adottato un approccio customer-oriented, dove, attraverso specifici tool, è possibile identificare il livello di conoscenza del personale e studiare così dove intervenire”.

Se il problema dell’innovazione, per molte realtà è strettamente connesso ai costi, Leasecom propone quale soluzione la locazione degli asset. L’azienda è da poco sbarcata in Italia, ma ha una storia di quasi venticinque anni alle spalle, tanto da poter vantare oggi un patrimonio di circa 350 milioni di asset e macchinari in locazione. Il modello dell’azienda è rivolto soprattutto ai rivenditori, che in qualche modo fungono da “canale” anche per la proposta di noleggio a canone presso le aziende. Leasecom, infatti, acquista i prodotti dal reseller e genera il proprio business dall’incasso del canone definito nel contratto con l’utente finale. “Al di là della classica locazione operativa – spiega Gisella Geraci, country manager di Leasecom – proponiamo il programma Ecc, che sta per Evoluzione a Canone Costante e consente di rinnovare il parco informatico a un costo già definito e pianificato, facilitando anche i piani di migrazione”.

Un esempio di realtà nazionale che ha saputo evolvere da una tradizione consolidata e oggi si presenta come un “caso”, con tassi di crescita a due cifre e un fatturato di oltre 42 milioni di euro, è Mauden, nata vent’anni fa come società di brokeraggio in area Ibm, ma poi evolutasi fino a diventare un Var con competenze non solo tecnologiche, ma anche consulenziali, sul fronte dell’evoluzione dei sistemi informativi. Oggi, l’azienda ha acquisito competenza su fronti “caldi” come la virtualizzazione e le architetture Soa, come possibili soluzioni all’ottimizzazione dei costi dei data center. “Si spende ancora molto, in Italia, nelle infrastrutture e nella loro gestione – conferma Giuseppe Belardinelli, amministratore delegato di Mauden -. Oggi è importante capire come poter raggiungere i dati utili per il business in modo rapido ed efficiente. La nostra prerogativa, come system integrator con competenze nei sistemi, nello storage e nelle reti, è di affiancare il cliente nella fase di pianificazione, ben sapendo che non è possibile fare tutto subito”. Dopo aver costruito la base della propria attuale solidità sulle grandi aziende, oggi Mauden sta puntando sulla fascia media del mercato, laddove l’esigenza di semplificare l’infrastruttura It comincia a farsi sentire.

In un ambito circoscritto, come quello delle aziende di produzione, la possibilità di tenere sotto controllo i processi globalizzati è cruciale per lo sviluppo del business. Apriso parte da questo assunto per proporre la propria piattaforma FlexNet, un sistema Mes (Manufacturing Execution System) che si occupa della gestione degli impianti produttivi : «La prerogativa della nostra piattaforma – spiega il country manager Luca Introiniè di distinguere fra livello fisico e logico dello sviluppo. Definendo prima i processi logici, è possibile creare il progetto sul lato fisico una sola volta e poi replicarlo su tutti gli stabilimenti produttivi». Dopo l’apertura in Italia, lo scorso anno, Apriso ha di recente acquisito un cliente come L’Oreal ed è in fase di chiusura con due realtà multinazionali con sede nel nostro Paese.