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Salesforce: non acquisiremo noi Twitter

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Lo stesso CEO Marc Benioff ha spiegato che le due aziende sono troppo diverse. A questo punto Twitter dovrà andare avanti da sola.

Salesforce si è tirata fuori da una possibile acquisizione di Twitter. Anche se l’azienda di Marc Benioff sembrava la candidata più plausibile ad assorbire il social network di Jack Dorsey, è stato proprio Benioff a dichiarare che l’operazione non si farà: in una intervista al Financial Times ha spiegato che la scelta non sarebbe stata giusta per diversi motivi, in primis l’impegno finanziario richiesto e la diversa cultura delle due aziende.

Il mercato ha mostrato rapidamente come valuta questa decisione: dopo che queste dichiarazioni sono state rese pubbliche – e confermate dai portavoce di Salesforce – il valore dei titoli della software house è salito del cinque percento circa. Stessa variazione percentuale per le azioni di Twitter, però in negativo.

La situazione per il social network dei tweet si fa così molto più chiara anche se probabilmente non va verso l’epilogo sperato da buona parte del suo management. Salesforce era l’acquirente più accreditato, anche se avrebbe dato a Twitter un ruolo molto diverso da quello che ha ora, mentre l’acquirente più in linea con le ultime evoluzioni della piattaforma – ossia Disney – sembra essersi sfilato dall’ipotesi di acquisizione anche prima di Salesforce.

Jack Dorsey, CEO di Twitter
Jack Dorsey, CEO di Twitter

A meno di sorprese, quindi, Twitter nel prossimo futuro sembra destinata ad andare avanti ancora da sola, puntando sugli accordi con fornitori di contenuti per le “dirette” con immagini e video di eventi, in particolare eventi sportivi come è stato di recente per alcune iniziative della NFL statunitense, con Twitter scelto come partner esclusivo.

Il pericolo è che questa strada non soddisfi abbastanza velocemente gli azionisti, che alla fine del 2015 si trovavano già con un deficit di 2,09 miliardi di dollari rispetto a un fatturato annuo di 2,22. Twitter non ha mai fatto utili e questo è stato controbilanciato da una veloce crescita del fatturato, solo che ora questa crescita non può mantenere gli stessi ritmi perché si è rallentato l’incremento degli utenti. In parte questo è dovuto proprio all’evoluzione non sempre chiara della piattaforma, che di volta in volta ha puntato sul suo lato social network, su ruolo di canale di news e sul voler diventare (anche) appetibile per investitori pubblicitari.