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Roberto Loiola (Huawei), NFV strategia chiave per i prossimi anni

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

VIDEOINTERVISTA – 5G e NFV sono cardine dei piani di sviluppo Huawei per i prossimi anni. Intanto in laboratorio il gigante cinese ha raggiunto i 115 Gbit al secondo. La strategia, spiegata da Roberto Loiola, VP Huawei per Western Europe

Solo un paio di anni fa con Huawei a MWC si parlava dello sviluppo della rete LTE e di atom cell. Non sembra preistoria, ma storia oramai matura lo è. Quest’anno il tema caldo è invece già NFV, come anche in casa Alcatel-Lucent, ZTE e Ericsson, solo per citare altri protagonisti in questa corsa. Proprio la cinese Huawei è arrivata a  MCW 2014 con la soluzione Cloud Edge per portare NFV sulle reti mobili a banda larga, una soluzione costruita a partire dall’offerta SingleEPC. Ne parliamo in video con Roberto Loiola, VP Western Europe, con il quale approfondiamo la strategia della sua azienda, alla luce dei più recenti accordi e per fare il punto sull’evoluzione dell’offerta Huawei dopo l’incontro a Smau 2013.

Cloud Edge fa parte di Huawei SoftCOM,  il programma che prevede l’aggiornamento di tecnologie quali il Cloud, l’NFV e l’architettura Software-Defined (SDN) nel mercato globale delle telecomunicazioni per i prossimi dieci anni. Huawei SoftCOM fornisce agli operatori un modo per sfruttare le risorse hardware e software esistenti, pur continuando ad innovare la tecnologia in un’ottica di rivoluzione in evoluzione con attenzione alla spesa per i clienti.

SoftCOM network architecture
SoftCOM network architecture

Roberto Loiola spiega: “Mobile Changes The World non è solo uno slogan, su questo modello basiamo la nostra crescita, per un valore di 11 miliardi di dollari complessivi, quasi un terzo di quanto vale tutto il gruppo”. Da un lato la virtualizzazione delle funzioni di rete permette alle telco di gestire la crescita del mobile broadband anche a livello core, rinunciando alla ridondanza di nodi hardware – e per Huawei questo è il significato di SoftCOM – invece per quanto riguarda il 5G esso rappresenta l’ultimo anello dell’evoluzione radio al momento traguardabile. Huawei al momento ha 280 progetti nel mondo in corso su LTE. E in laboratorio Huawei ha già raggiunto i 115 Gbit per secondo.

Quando invece si parla di economics, per Loiola “il mercato europeo al momento è un mercato sottotensione a livello di margini”, anche per quanto riguarda il mobile, ma Huawei vi porta innovazione a un prezzo vantaggioso, e “in Italia  – aggiunge LoiolaHuawei arriva con il risultato del deployment principale LTE di tre delle quattro reti principali del Paese”. Un messaggio ottimistico: “il 2014 si potrà ricordare con favore pensando all’LTE come a una realtà in espansione, ma consolidata”.