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Pizzocri (Epson Italia): “Ci sono opportunità di business per 300 milioni di euro. Lavoriamo per crescere di 35 milioni”

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Pizzocri, amministratore delegato Epson Italia, delinea il quadro del mercato IT italiano e traccia i bilanci e gli obiettivi di Epson per il 2010

“L’andamento dell’economia nel 2009 – spiega Pizzocri, AD di Espon Italia – si può rappresentare bene con la foto di una discesa in rafting, su un gommone, ma il mondo IT la crisi se l’era ben preparata prima, con l’erosione continua dei prezzi e quindi dei margini sui prodotti”. E mentre i dati Gfk riguardo i prodotti di largo consumo IT rivelano un 2009 sempre in rosso – fino agli ultimi mesi del 2009 che sono tornati a crescere (soprattutto per merito dei televisori, ndr) – Pizzocri fatica ad affidarsi completamente agli analisti, ma ammette che il 2010, per il PIL in crescita (seppur con un risicato +0,4%) e per la fiducia dei consumatori, potrebbe portare a qualche sorriso in più. E quindi si sbilancia: “In un mercato, il nostro potenziale, che offre 300 milioni di euro di opportunità, vogliamo crescere, nell’arco di tre anni, di circa 35 milioni di euro, accorti nella gestione ma appassionati e, già nel prossimo anno, di 10 milioni di euro” (l’anno fiscale di Epson inizia ad aprile e finisce a marzo, ndr). Per spiegare come, l’amministratore delegato di Epson rappresenta il mercato del 2010 prendendo a prestito l’immagine di un mosaico.

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Massimo Pizzocri, AD di Epson Italia

Prosegue Pizzocri: “Il mercato dell’informatica è formato da tante piccole tessere, e ognuna richiede intelligenza nella cura e nella gestione, a partire dalla valutazione del prezzo medio dei prodotti. Noi vogliamo aggiungere valore ai nostri, scegliendo con attenzione i partner di canale. Vogliamo restare leader nella quota di mercato consumer e crescere decisamente in quella dei settori verticali”.La strategia di Epson in Europa è quindi perfettamente in linea con quella già scelta dall’azienda in Italia e Pizzocri lo sottolinea così: “Epson vuole promuovere sotto un ombrello di ecologia, economia e innovazione la strategia di promozione dei prodotti e cerca di creare nuovi segmenti di mercato”. Per esempio con la lavagna interattiva, la stampante che stampa il bianco, le soluzioni applicative per il packaging, l’archiviazione documentale.

Pizzocri conferma anche il modello di Epson Italia (160 dipendenti), e ricorda la struttura di mercato (office, consumer, verticale), di canale (i distributori per la logistica, e relazione diretta con i rivenditori e clienti finali), sul territorio (con le geovendite). Epson ha relazioni dirette con 2.800 rivenditori, anche se non fattura loro direttamente. Spedizione, distribuzione e consegna avvengono tramite i distributori. “Questo modello funziona talmente bene – prosegue Pizzocri che l’Europa ha deciso di adottarlo segnalando la nostra esperienza come Best Practice”.

Per quanto riguarda l’evoluzione del mercato, Epson – sulla base dei dati Idc – stima che nel 2010 in ambito microbusiness si venderanno 500.000 pezzi tra stampanti e multifuzione, la parte dell’education varrà 20.000 lavagne interattive, il mercato chiederà 9.000 unità di videoproiettori da casa, mentre quello dei videoproiettori da installazione farà ricavare 10 milioni di euro. Nell’ambito del Design e della progettazione c’è in gioco una fetta che vale 10.000 stampanti CAD. Ma è interessante anche il mercato del Print for Pay (non solo noleggio delle fotocopiatrici, ma anche contratti a costo copia) per cui Epson ha già 360 clienti finali che acquistano in modo consapevole prodotti e servizi per la stampa.

La sfida per Epson sul mercato italiano parte da un market share del 36% per le InkJet (secondo posto, dietro ad Hp), dal terzo posto con il 22% negli scanner (ma primi a valore), e da un più modesto 5,5% nel mercato laser. Spiega Pizzocri: “Per le laser la quinta posizione può non essere indicativa, perché ci si è focalizzati su un target ben specifico e non di primo prezzo”. Epson invece è leader sia per quanto riguarda i videoproiettori (market share del 27%), sia nel settore dei POS fiscali (con il 31%), con il valore aggiunto di software specifico per le esigenze fiscali della mutevole realtà italiana. Epson ha chiuso l’anno con un fatturato in calo del -2,7%, (meno del comparto IT che ha fatto circa -8%), e le opportunità per il prossimo anno valgono 300 milioni di euro.

Guarda anche: Videointervista a Massimo Pizzocri