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NetApp : lo storage unificato è il futuro

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NetApp festeggia le consegne di 150 mila sistemi in otto anni. Ma intanto Emc farà debuttare a giorni una soluzione combinata NAS/SAN con il nome V-CX che integra Clariion e Celerra

NetApp celebra il traguardo delle consegne di più di 150 mila sistemi di storage unificato. Il 1 ottobre 2002, NetApp lanciò ufficialmente il suo innovativo sistema di archiviazione ibrido che ha permesso un approccio differente alla convergenza NAS e SAN. La serie FAS900 è andata oltre le tradizionali funzionalità di file-serving, integrando anche le funzionalità di storage a blocchi in ambiente Fibre Channel, diventando così il primo prodotto del suo genere e segnando l’avvento dello storage unificato. Anzi in NetApp si parla di scomparsa della distinzione tra SAN e NAS all’interno di un’unica categoria di storage, quella del fabric storage o FAS, che unifica SAN, NAS e iSCSI.
Secondo una ricerca condotta da Enterprise Strategy Group (ESG), lo storage unificato sta diventando sempre più comune. “Più dei due terzi delle organizzazioni intervistate stanno implementando o valutano di implementare un’infrastruttura di storage unificato che consolidi i sistemi NAS e SAN,” ha detto Terri McClure, senior analyst di ESG. “Migliorando la mobilità e la condivisione dei dati tra le risorse e gli utenti e rendendola efficace e semplice, lo storage unificato è in grado di fornire benefici sia a livello di IT che di business in qualsiasi ambiente e può anche fungere da perfetto back-end ai data center odierni, dinamici e sempre più virtualizzati”.

Come si legge in una nota di NetApp , “questo spostamento verso un’infrastruttura condivisa aumenta l’importanza dello storage unificato e consente fra l’altro ai clienti di raggiungere tassi di efficienza dello storage dell’85-100%, migliorando la flessibilità, aumentando la scalabilità, limitando i consumi e il raffreddamento. Ciò è dimostrato dal fatto che quasi il 75% di tutte le virtualizzazioni realizzate con soluzioni NetApp è basato su un sistema di storage unificato. Che è dunque una componente critica nel passaggio ad una infrastruttura condivisa”.

In questo contesto il canale di vendita di questo tipo di soluzioni è stato , secondo i responsabili di NetApp , uno dei principali motori verso l’adozione da parte della clientela di soluzioni di storage unificato con una situazione di maggior efficienza per la clientela e di migliori margini di profitto per gli integratori. Gli ultimi dati di bilancio indicano che per NetApp il canale è un elemento critico di successo e genera il 70% del suo fatturato che nell’ultimo trimestre fiscale ha visto crescere sia il segmento prodotti ( 619 milioni di dolalri, +17%) sia il segmento del software (171milioni, +9%) e il segmento servizi ( 222 milioni, 17%).

“In questi otto anni, l’adozione dello storage unificato da parte dei clienti conferma quale sia la direzione tecnologica anche per le moderne architetture virtualizzate. Lo storage unificato è un requisito fondamentale per le aziende, soprattutto nel momento in cui decidono di migrare in ambienti di infrastruttura condivisa per ridurre i costi e la complessità operativa”, ha affermato Manish Goel, executive vice president of products di NetApp. “Mentre molti dei nostri concorrenti hanno resistito all’evoluzione tecnologica, NetApp si è dimostrata innovativa. Noi crediamo che ogni fornitore di soluzioni storage debba riconoscere questa tendenza del mercato e seguire la strada di NetApp per restare sul mercato”.

Ma proprio dal mercato arrivano le voci di un imminente annuncio in tema di storage unificato da parte del numero uno del settore . EMC infatti sta per lanciare a breve di una linea di prodotti V-CX che combina elementi della gamma midrange Clariion ( SAN ) e Cellerra ( NAS).