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I piani di Yahoo (o Altbaba) per il dopo-acquisizione

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Yahoo diventerà Altbaba e sarà fondamentalmente un canale per investire in Alibaba. Ma cosa vorrà fare Verizon?

In documento presentato alle autorità finanziarie statunitensi il management di Yahoo ha descritto molto sinteticamente i passi successivi all’acquisizione da parte di Verizon, ammesso che questa si concretizzi nel prossimo futuro. Due gli elementi di spicco: il cambio di nome in Altbaba e l’assenza di Marissa Mayer dal team di comando della nuova realtà. Queste poche informazioni, insieme a quello che si sa già, delineano abbastanza chiaramente il futuro di Yahoo e dei suoi asset.

La risorsa più evidente di Yahoo sono, come è ovvio, le sue attività online: il portale, il servizio di posta, le controllate Tumblr e Flickr e via dicendo. L’accordo di vendita con Verizon prevede la cessione di tutto questo ma, in realtà, Verizon non è interessata tanto ai siti in sé ma alla parte pubblicitaria correlata e in particolare a quella che si può veicolare via smartphone e tablet. Yahoo ha tutto sommato quote confortanti di traffico mobile e su questo mercato potenziale punta il suo acquirente.

Il portale principale di Yahoo
Il portale principale di Yahoo

La logica è simile a quella che per Verizon ha motivato l’acquisto di AOL tempo fa, una operazione che complessivamente gli analisti finanziari giudicano oggi riuscita perché i maggiori ricavi della vendita di pubblicità attraverso AOL hanno compensato le perdite del business tradizionale di Verizon.

L’accordo raggiunto con Yahoo prevede che Verizon paghi 4,8 miliardi di dollari per le attività online ma, a meno che non voglia fare un regalo di Natale in ritardo, è difficile che Verizon sborserà effettivamente questa cifra. Dalla stipula dell’accordo a oggi sono state segnalate due falle importanti alla sicurezza di Yahoo e nell’accordo tra le due società ci sono ovviamente ampie clausole di salvaguardia per danni del genere. Verizon potrebbe anche ritirarsi del tutto dall’affare, volendo, ma è opinione comune che non lo farà, puntando a chiudere la vendita con almeno un miliardo di “sconto” sul prezzo pattuito.

A questo punto si aprirà lo scenario descritto dal documento di Yahoo. Cedute le attività online Yahoo diventa dal punto di vista operativo una scatola quasi vuota. Una delle web company per anonomasia diventa di fatto una investment company e per questo non serve molto management. Il consiglio di amministrazione viene quindi ridotto da undici a cinque persone: restano Tor Braham, Eric Brandt, Catherine Friedman, Thomas McInerney e Jeffrey Smith; sono in uscita David Filo, Eddy Hartenstein, Richard Hill, Jane Shaw e Maynard Webb. E soprattutto Marissa Mayer, che le voci di mercato vogliono pronta a una nuova avventura griffata AOL-Verizon.

Marissa Mayer, CEO di Yahoo
Marissa Mayer, CEO di Yahoo

Intanto Yahoo cambia nome e diventa Altbaba, denominazione magari non proprio di gran gusto che però spiega chiaramente la ua nuova natura: una alternative Alibaba dal punto di vista degli investitori potenziali. L’asset principale di Altbaba è infatti una partecipazione del 15 percento in Alibaba e per gli investitori americani è più semplice acquistare quote della nuova Yahoo che non quelle di una società cinese.

Tutto qui? Quasi. Yahoo ha ancora in mano un corposo blocco di qualche migliaio di brevetti che sono stati tenuti fuori dalla vendita a Verizon. Queste proprietà intellettuali sono state “impacchettate” in una società autonoma – Excalibur – che probabilmente sarà ceduta dopo la nascita di Altbaba e potrebbe portare qualche miliardo di dollari nelle sue casse.