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Broadcom ci prova ancora e rilancia su Qualcomm

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Broadcom alza l’offerta per Qualcomm. Dopo la prima proposta di novembre lo scorso anno, l’azienda che opera nel mercato semiconduttori offre oltre 120 mld accollandosi anche i debiti

All’inizio di novembre Broadcom ha messo gli occhi su Qualcomm, e dopo l’acquisizione di Brocade prosegue la sua campagna acquisti insistendo ora con una nuova offerta per il produttore di chipset/modem. Questa volta lo fa con una proposta ben superiore persino alle prime valutazioni di Bloomberg, superando di molto i 100 miliardi di dollari, al punto da offrirne addirittura 121, come migliore offerta e soprattutto definitiva.

Si passa da una valutazione di 70 dollari per azione a oltre 80 dollari per azione, pesano poi i debiti di Qualcomm che Broadcom ripianerebbe per ulteriori 25 miliardi di dollari. Le azioni sarebbero ripagate per l’importo di 82 dollari in parte cash (60 dollari) in parte con azioni di Broadcom (22 dollari). E’ come dire che è Broadcom stessa a mettersi in gioco, alzando la posta pur di diventare con la “fusione” il terzo vendor di microchip dietro a Intel e Samsung. 

La strategia è abbastanza chiara. Il mercato dei chip per i dispositivi wireless soffre il potere di contrattazione di Apple e Samsung, assolutamente dominanti, e Broadcom con l’acquisizione di Qualcomm non solo diventerebbe un terzo attore strategico, ma acquisirebbe più potere contrattuale, mentre i giganti mobile che acquistano i chipset in stock tendono a contrattazioni al ribasso.

Il portafoglio Broadcom è molto ricco anche nell’ambito delle soluzioni Wireless per l’automotive

Non mancano le criticità. Con Apple che potrebbe favorire Intel per le proprie scelte le azioni di Qualcomm ieri erano in calo, e con il management di Broadcom che in una recente intervista ha spiegato come il modello di business di Qualcomm, basato sul licensing della proprietà intellettuale che ha fatto la fortuna di Qualcomm fino ad oggi ora non sarebbe più sostenibile, ne sarebbero prova anche i dividendi negativi rispetto al 2005, mentre il mercato in cui opera Qualcomm ha invece restituito agli azionisti oltre il 100 percento del valore, da allora.

Da qui il ritorno di Broadcom con il fiato sul collo di Qualcomm, pronta a pagare un fee nel caso in cui la transazione non si concludesse entro 12 mesi dall’accordo, pronta altresì a rinunciare alla divisione Qualcomm dei chip RF Front End e dei processori per il networking WiFi e con sul piatto un’offerta aumentata anche in considerazione del possibile accordo tra Qualcomm e NXP. 

Momento chiave sarà l’assemblea degli azionisti di Qualcomm il 6 marzo. A quel punto chi ha le carte in mano spingerà in una direzione o in un’altra, con Broadcom che ha già fatto sapere che questa attuale è l’ultima offerta.