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Acquisizioni tecnologiche: l’Europa vende, la Cina compra

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Nel secondo trimestre le acquisizioni e le fusioni di aziende tecnologiche sono cresciute sulla spinta delle operazioni legate a Private Equity e tra Cina ed Europa

Private Equity, movimenti Europa-Cina e nuove tecnologie come Internet of Things e analytics applicati ai Big Data: sono questi i tratti principali delle acquisizioni e fusioni che hanno coinvolto nel secondo trimestre 2016 le aziende tecnologiche e che sono state analizzate da Ernst&Young. Complessivamente sono state registrate 1.039 operazioni che hanno mosso qualcosa come 127 miliardi di dollari, almeno per le operazioni di cui è stato comunicato il valore. Si tratta di cifre elevate che portano il 2016 a diventare uno degli anni con più acquisizioni e di maggior valore.

Ernst&Young sottolinea il ruolo delle aziende di Private Equity, che nel trimestre hanno dato vita a 95 operazioni per un valore dichiarato di quasi 26 miliardi di dollari. Da entrambi i punti di vista – volumi e valori – quello appena chiuso è stato il trimestre migliore, o al massimo il secondo, in assoluto.

Ma il driver principale che sta portando all’aumento delle operazioni di acquisizione e fusione sta secondo E&Y nella trasformazione digitale: le grandi aziende e gli incumbent usano le acquisizioni per velocizzare il proprio processo di trasformazione, crescere ulteriormente e arrivare a sviluppare nuove soluzioni da portare al mercato. Per questo motivo le operazioni riguardano in particolare i settori tecnologici in rapida evoluzione: su tutti Internet of Things e analytics applicati ai Big Data, poi le tecnologie per l’healthcare, la sicurezza, la smart mobility, il gaming.

I settori tecnologici a maggior tasso di acquisizioni e fusioni
I settori tecnologici a maggior tasso di acquisizioni e fusioni

Altro punto chiave è l’andamento delle acquisizioni internazionali, che vede in particolare le aziende cinesi puntare al mercato europeo. Nel secondo trimestre 2016 le acquisizioni trans-nazionali hanno mosso circa 37 miliardi di dollari di cui il 57 percento in operazioni che hanno visto aziende cinesi acquisire imprese di altre nazioni. L’81 percento (in valore) delle acquisizioni tecnologiche cinesi ha riguardato aziende europee, con in particolare due operazioni di rilevo valutate in 8,6 e 4,7 miliardi di dollari.

L’attività cinese in Europa è un fenomeno in crescita che si conferma considerando le transazioni dal punto di vista europeo: il 66 percento in valore delle vendite di aziende del Vecchio Continente viene da acquisizioni cinesi. Il resto è quasi tutto (28 percento) legato ad altre aziende europe, mentre l’attività USA è stata marginale.