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L’eccesso di stampe è un problema, ma gli europei non si giudicano responsabili

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Cresce la coscienza ambientale connessa allo spreco di carta, si riduce il consumo, ma la colpa è sempre di qualcun altro.

Gli impiegati europei stanno prendendo coscienza dell’impatto ambientale connesso all’uso eccessivo di carta per la stampa e ne hanno globalmente ridotto il consumo nel corso del 2007. Tuttavia, se la maggior parte ammette che l’impresa di appartenenza deve ancora fare progressi, pochi si dichiarano direttamente responsabili del fenomeno. Queste sono le principali conclusioni che emergono da un’inchiesta realizzata congiuntamente da Lexmark e Ipsos su 5.676 impiegati di 13 paesi europei.

Con 31 pagine stampate al giorno per ogni lavoratore dipendente dell’Ue, il consumo medio di carta è diminuito di 3 pagine nel corso del 2007. Ci sono però notevoli differenze fra i vari paesi. La Svezia, per esempio, brilla per consapeovolezza, con 22 pagine al giorno per persona, mentre la Spagna si colloca all’estremo opposto, raggiungendo le 41 pagine quotidiane, cinque volte più dell’anno precedente. L’Italia si colloca più o meno in media con il resto d’Europa.

La diminuzione globale del consumo è da mettere in stretta relazione con la crescita delle preoccupazioni ambientali. Il 90% dei lavoratori si dichiara cosciente delle conseguenze negative connesse allo spreco di carta e oltre la metà giudica troppo elevato il numero di stampe inutili prodotte dalla propria azienda. Tuttavia, sono molti meno coloro che si giudicano direttamente responsabili del fenomeno (27% su scala continentale) e indicano invece nei colleghi i possibili colpevoli.

Al di là della presa di coscienza ecologista, il consumo di carta ha un risvolto economico, che appare il vero motore delle decisioni aziendali. Il 49% delle imprese europee ha modificato la propria politica sulle stampe, incoraggiando i dipendenti a ricorrere al ofronte/retro addirittura costringendo i lavoratori a identificarsi prima di stampare un documento. Curiosamente, la spinta a ridurre semplicemente il numero di stampe, che apparirebbe il suggerimento più logico, è stato formulato solo nel 42% delle aziende.