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Le Pmi venete sono molto attente all’evoluzione dell’Ict

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Una ricerca del Politecnico di Milano evidenzia una grande maturità informatica delle aziende con meno di 500 addetti. Alle microimprese spetta la fetta più rilevante del mercato It della regione

In Veneto 2 imprese su 3 sono “lungimiranti” (22%), cioè hanno saputo fare evolvere l’infrastruttura e il parco applicativo utilizzando tecnologie e soluzioni allo stato dell’arte, oppure sono “impostate” (44%), ovvero hanno iniziato a razionalizzare l’infrastruttura It, ponendo le basi per una successiva evoluzione anche delle applicazioni software.

Il dato emerge da un’indagine condotta dalla School of Management del Politecnico di Milano su un campione di 500 imprese del Veneto con meno di 500 addetti. Tale indagine ha messo in luce la maturità Ict delle piccole e medie aziende della regione, mostrando una situazione decisamente positiva, soprattutto se confrontata con la media delle Pmi italiane, dove le realtà “lungimiranti” e “impostate” non vanno oltre il 33%.

In tali imprese è presente in genere una Direzione It strutturata con competenze non solo tecnologiche ma anche gestionali e di business e la spesa è più elevata rispetto alle altre categorie. Si tratta di imprese di tutte le dimensioni (anche se tra le Lungimiranti prevalgono le imprese di dimensioni maggiori), in quanto l’elevato livello di maturità dipende, in genere, da altri fattori, quali un elevato livello di sensibilità del vertice nell’utilizzo di tali tecnologie, dalla presenza di un Pivot Ict, ovvero di un “innovatore” che sappia svolgere un ruolo di collegamento tra il business, la funzione It e i fornitori.
I settori in media più “maturi” sono quelli della Chimica-Gomma-Plastica, del Metalmeccanico-Elettrico, del Commercio e dei Servizi alle imprese.

Solo poco più del 20% delle imprese sono “immature” (in prevalenza di piccole dimensioni), a fronte di una media nazionale, ben più elevata, superiore al 40%. I settori meno “maturi” sono quelli delle costruzioni e del turismo.

In particolare, rispetto alla media nazionale, nelle imprese del Veneto sono maggiormente diffusi gli Erp internazionali (6% contro 3%), a fronte di una minore presenza di imprese con un parco applicativo “elementare”. Inoltre, il livello di aggiornamento dei gestionali adottati dalle imprese è superiore rispetto alla media nazionale: tutte le tipologie di sistemi gestionali sono infatti state adottate in tempi più recenti, indice di una maggiore attenzione, da parte delle imprese, verso sistemi allo stato dell’arte.

La maggior parte delle applicazioni che “completano” le funzionalità dei sistemi gestionali sono più diffuse rispetto alla media delle piccole e medie imprese italiane, indice del fatto che l’adozione di un sistema gestionale allo stato dell’arte “facilita” l’estensione del parco applicativo. Un’impresa su 2, con numero di addetti compreso tra 250 e 500, utilizza applicazioni di Business intelligence, per supportare, in particolare, l’area marketing e vendite. Per quanto riguarda le applicazioni Intranet sono diffuse in circa il 20% delle piccole imprese (10-49 addetti) fino ad arrivare a circa il 60% nelle imprese di dimensioni maggiori (250-500 addetti), e supportano prevalentemente la gestione documentale e la collaborazione tra i dipendenti. Nell’85% dei casi, le applicazioni Cad 3D hanno sostituito completamente le applicazioni 2D. Le applicazioni Mobile&Wireless più diffuse sono quelle di gestione del magazzino e di automazione della forza vendita, con percentuali di adozione che superano il 50% in alcuni settori quali il Tessile-Abbigliamento, Legno Arredo e Trasporti-Logistica.

Permangono tuttavia alcune ombre. Per esempio, i sistemi sviluppati ad hoc, caratterizzati da un buon livello di supporto integrato ai processi ma da una scarsa flessibilità, sono ancora presenti in circa il 20% delle imprese. In particolare, tali sistemi sono diffusi in alcuni settori in cui, a seguito della specificità dei processi produttivi o delle caratteristiche del prodotto realizzato, il livello di personalizzazione richiesto è particolarmente elevato quali Alimentare, Tessile-Abbigliamento e Legno-Arredo.

Il 17% delle imprese utilizza un’infrastruttura “evoluta”, mentre solo il 17% delle imprese utilizza un’infrastruttura “embrionale”. Più del 50% delle imprese utilizza un’infrastruttura Ict “in evoluzione”, caratterizzata, cioè, da un buon livello di aggiornamento, anche se non ancora del tutto completa e coerente. Rispetto ai dati rilevati a livello nazionale, in Veneto sembrano avere un peso rilevante le infrastrutture proprietarie e patchwork (che derivano dalla parziale apertura di infrastrutture proprietarie), coerentemente con la maggiore diffusione di sistemi sviluppati ad hoc che, nella maggior parte dei casi, si basano su tali infrastrutture. Minore, invece, è la diffusione di infrastrutture embrionali e di infrastrutture elementari aggiornate, indice di un livello medio di informatizzazione superiore rispetto alla media italiana.

La dimensione complessiva del mercato It del Veneto, calcolato come somma degli acquisti di componenti hardware, licenze software e servizi da parte delle imprese fino a 500 addetti nel corso del 2007, ammonta a circa 1.100 milioni di Euro, a fronte di una spesa media per addetto pari a circa 880 Euro.
Circa il 40% del mercato It è relativo all’acquisto di dispositivi hardware. Il restante 60% fa riferimento all’acquisto di licenze software, relative a tutte le applicazioni pacchettizzate utilizzate nelle imprese e all’acquisto di servizi, che possono essere relativi all’infrastruttura It dell’impresa o al parco applicativo.
Le microimprese, con un numero di addetti inferiore a 10, rappresentano la fetta più rilevante del mercato It della regione, pari a circa il 40%, a fronte di una spesa It per addetto contenuta, inferiore a 600 Euro. Le imprese con numero di addetti compreso tra 10 e 49 e tra 50 e 500 pesano in eguale misura sul mercato It complessivo (circa il 30%), a fronte di una spesa It per addetto rispettivamente di circa 760 euro e di circa 930 euro.