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Le Pmi artefici del risparmio energetico

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Secondo Assoutility-Assolombarda, una politica più attenta all’aspetto energetico potrebbe trasformare alcuni costi attuali in opportunità. E le imprese, oltre che consumatrici, potrebbero diventare anche produttrici di energia

Per le nostre aziende l’energia rappresenta un importante fattore all’interno della catena di produzione. Per questo motivo l’aumento dei costi dei combustibili fossili sta preoccupando le imprese, che cominciano a temere per i propri bilanci. “Il costo dell’energia è molto rilevante – ha commentato Daniela Colalillo, di Assoutility-AssolombardaLe imprese italiane pagano per l’energia un prezzo maggiore del 40% rispetto al resto dell’Europa. Questo si riversa sul costo del prodotto e, ultimamente, si sta rilevando una perdita di competitività delle aziende. L’energia rappresenta anche uno dei motivi per cui molte imprese scelgono di delocalizzare la produzione”.

La Comunità Europea ci ha però posto di fronte a una sfida, nel contempo interessante e importante, che entro il 2010 coinvolgerà tutti gli Stati Membri. Per il nostro Paese tale sfida si concretizza nella produzione del 17% di energia attraverso fonti rinnovabili e nella riduzione del 13 % della produzione di Co2.

Per le imprese è importante poter affrontare questa sfida in modo sostenibile, sia dal punto di vista ambientale sia economico, ma anche sul versante del consumo e su quello della produzione – ha aggiunto Colalillo – Oggi le imprese pagano anche l’incentivazione delle fonti rinnovabili. Il costo degli oneri di sistema è circa il 10% della bolletta energetica e questo costo deve essere tramutato in un’opportunità per le aziende. Nel nostro Paese le imprese hanno grosse difficoltà a realizzare le infrastrutture strategiche”.

A fronte di tale situazione, Assoutility ha chiesto al nuovo Governo e a Confindustria di impegnarsi a sciogliere tutti questi nodi che si riversano sul consumatore industriale. “Chiediamo – ha affermato Colalillo – una politica energetica che possa risolvere a livello nazionale le problematiche energetiche, che riguardano le infrastrutture, il mix di approvvigionamento e anche ilquadro di incentivazione, affinché sia più sostenibile dal punto di vista economico. Quest’ultimo deve essere adeguato alle reali potenzialità tecniche e tecnologiche dell’Italia e alla crescita del settore industriale. Le imprese chiedono di essere supportate nel risparmiare e nel poter cogliere le opportunità offerte dal quadro normativo attuale”.

Secondo Assolombarda ci sono tre vie da seguire per poter ottenere un risparmio: la prima è di poter acquistare al meglio l’energia elettrica sul mercato liberalizzato; la seconda riguarda l’efficienza energetica nelle tecnologie utilizzate che può dare un grosso contributo alla crescita della domande di energia; la terza via è l’autoproduzione. “Sempre più imprese chiedono di essere supportate nella realizzazione di impianti di autoproduzione di energia elettrica e calore”, ha sottolineato Colalillo.

Secondo Maria Teresa Ruffo, responsabile Ufficio Energia di Confapi, anche il mondo delle Pmi può portare un grosso contributo alle politiche di efficienza energetica e all’uso razionale dell’energia nel nostro Paese. “E questo – ha commentato Ruffo – non solo in quanto consumatrici di energia ma anche come potenziali piccoli produttori di energia, che potrebbero portare a un significativo risparmio nell’energia prodotta da fonti tradizionali con combustibili fossili e a un conseguente abbattimento della bolletta energetica”. Ma potrebbe anche significare la nascita e lo sviluppo di piccole imprese produttrici di impianti/componenti o erogatrici di servizi per il mercato dell’efficienza energetica e dell’energia prodotta tramite fonti rinnovabili.