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Jeff Bezos vende azioni Amazon per finanziare Blue Origin e il turismo spaziale

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Bezos mette sul piatto un miliardo di azioni Amazon per finanziare Blue Origin, da lui fondata, e avverte: “Lo spazio rappresenta una miniera di opportunità, proprio come Internet negli ultimi 20 anni”. Non è solo turismo spaziale…

Jeff Bezos, Ceo di Amazon, e secondo solo a Bill Gates nella classifica degli uomini più ricchi del pianeta, venderà azioni Amazon per un miliardo di dollari (all’anno) per finanziare Blue Origin e i viaggi spaziali.

Lo ha dichiarato egli stesso in un recente Simposio negli Usa. Blue Origin è la società fondata dallo stesso Bezos quasi venti anni fa, e la dichiarazione affianco a un razzo New Shepard, ancora con le bruciature dei voli precedenti, sembra confermare nei fatti le serie intenzioni di Bezos. Nulla di fantascientifico perché Blue Origin ha già raggiunto l’obiettivo di far rientrare e ripartire i suoi razzi per cinque volte di fila. 

Blue Origin
Blue Origin – Il modellino New Glenn sulla rampa di lancio

E non si parla nemmeno di un futuro lontano, perché già nel 2018 dovrebbero iniziare i ‘viaggi spaziali’, di breve durata, si intende (circa 11 minuti), che prevedono di poter osservare la terra dallo spazio, in una capsula in cui tutte le procedure sono automatizzate, ma soprattutto in cui i passeggeri possono sperimentare gli effetti della gravità ridotta.

A rimanere invece ancora del tutto indefinito sarebbe il prezzo del biglietto. Di sicuro però non si tratta né di un gioco, né di un’avventura: è sempre questione di business. Un business per Bezos iniziato già nel 2000 quando ha fondato Blue Origin, con il motto Gradatim Ferociter (gradualmente feroce).

L’azienda da sempre è specializzata nella sperimentazione dei voli sub-orbitali e nello sviluppo di motori per razzi. E non è l’unica realtà già operante in questo campo, se si pensa a SpaceX di Elon Musk, votata a preparare pure viaggi umani nello spazio.

Bezos crede fortemente in quello spaziale (e non è l’unico), tanto che in una recente intervista rilasciata a un quotidiano americano ha dichiarato: “Se si riuscirà a rendere accessibile lo spazio a un prezzo ragionevole, si moltiplicheranno anche le possibilità di fare affari, e lo spazio potrebbe rappresentare una miniera di opportunità tanto quanto lo è stata Internet negli ultimi venti anni”.

Tra i primi clienti proprio Eutelsat“passeggero pagante” su New Glenn (razzo in cantiere) che dovrebbe iniziare i suoi voli commerciali nel 2020. L’accordo Blue Origin/Eutelsat è di circa un mese fa e non riguarda esseri umani. 

Eutelsat porterà in orbita un suo satellite con il razzo New Glenn in piena sintonia con la sua strategia di fruire di servizi di lancio attraverso più attori in modo da assicurarsi di volta in volta le migliori prestazioni a prezzi competitivi. New Glenn, proprio per questo, si prepara e lavora per essere compatibile con tutti i satelliti Eutelsat, in modo da farsi trovare sicuramente pronto quando sarà il momento del lancio.