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IT Life: Sonni tranquilli con l’IT in Tempur

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Alessio Porcellati, Group IT Manager & Development di Tempur, ama tutto ciò che è networking e Unified Comunications. Perché l’It deve uniformare e normalizzare le basi di dati provenienti da molteplici fonti e mettere a disposizione delle varie figure aziendali strumenti di analisi strategica. Da bambino voleva fare il pirata, non il marinaio…

IT Life – Alessio Porcellati, Group IT Manager & Development di Tempur, è nell’anima un imprenditore ma quando Tempur – azienda americana nata nel 1991 grazie alla collaborazione con la Nasa, che utilizzava l’innovativo materiale alla base dei materassi Tempur per permettere ai propri astronauti di alleviare la pressione subita durante i lanci – non resiste alla tentazione di accollasi la gestione e lo sviluppo dell’infrastrutture IT dell’azienda che è oggi  presente in 76 Paesi, Italia inclusa, dove opera con 500 rivenditori autorizzati, due negozi monomarca (a Roma e Torino)  e un importante sito di e-commerce per la vendita ai privati. “Fino a pochi mesi fa ero un imprenditore e consulente informatico, questo mi ha dato l’opportunità di lavorare in aziende e settori molto diversi fra loro. In particolare, grazie ai progetti legati all’integrazione dei sistemi multipiattaforma in sinergia con networking, sicurezza e critical problem solving, ho avuto l’occasione di lavorare su diverse piattaforme tecnologiche e approfondire tematiche negli ambiti della Business Analysis, Strategy and Intelligence”.Dopo vent’anni di calcio ama qualsiasi sport…

Alessio Porcellati, Group IT Manager & Development di Tempur
Alessio Porcellati, Group IT Manager & Development di Tempur

1.      Qual è stato il progetto migliore della sua carriera? Quello che più lo ha appassionato, per le novità che portava, per la sfida tecnologica?
Prima della mia esperienza in Tempur, il progetto che più mi ha entusiasmato è stata la start-up tecnologica della Fresenius Kabi Anti-Infectives (importante azienda chimico farmaceutica del gruppo Fresenius Kabi), un’azienda che stava affrontando il delicato passaggio da una gestione padronale all’integrazione in un gruppo multinazionale. Il progetto è durato circa 30 mesi, durante i quali sono state implementate  l’infrastruttura server, la rete geografica correlata alle singole reti locali, i sistemi di Unified Communication and Collaboration, l’integrazione della piattaforma SAP Corporate con la soluzione di Dynamics AX sviluppate e personalizzate per la realtà italiana, i sistemi di sicurezza attiva e passiva nonché le procedure relative alla continua implementazione di soluzioni complesse. Questa evoluzione tecnologica ha consentito di far fronte a obiettivi ambiziosi, alla necessità di avere piattaforme hardware e software di elevate performance, networking geografico che appiattisse in termini di latenza le problematiche di distanza tra le sedi di produzione, gestione e management, e la necessità di fornire alle diverse business unit interfacce dati complete, sicure, profilate e relativamente semplici.

2.      Quale progetto sta seguendo oggi di particolare innovazione?
Fra i vari progetti che sto seguendo in Tempur, due in particolare vedono una grande spinta innovativa: il sistema di Unified Communication, per il quale ho scelto come partner Wildix, e la piattaforma di Business Intelligence che vede come player Microsoft BI e gli applicativi correlati di ultima generazione. Per quanto riguarda il primo, si tratta di una soluzione tecnologica che sin dal momento della sua presentazione ha suscitato la mia curiosità ed un ampio interesse: una soluzione telefonica per lo stretto necessario ed informatica nel più ampio spettro del concetto. Questo ha permesso di non avere limitazioni in termini di personalizzazione, rapide da implementare, mantenere, aggiornare e modificare. L’ho soprannominata GCS (Geografic Communication System). La piattaforma di BI invece doveva soddisfare una duplice esigenza:  uniformare e normalizzare le basi di dati provenienti da molteplici fonti e mettere a disposizione delle varie figure aziendali strumenti di analisi strategica di supporto allo sviluppo del business nei prossimi mesi. Queste due evoluzioni stanno dando vita ad una soluzione avanzata ed innovativa di certificazione ed analisi con la possibilità di integrazione di tutte le fonti dati dei diversi partner di business (produzione, logistica, canali di vendita, retail) e la generazione di piattaforme dinamiche di gestione dei dati. La piattaforma di BI che si avvale di una tecnologia applicativa di ultima generazione Microsoft permetterà di lavorare con velocità impensabili fino a poco tempo fa, e con un framework aperto allo sviluppo di tutte le idee innovative che sono convinto arriveranno dal top management al momento del deploy della prima release prevista per fine luglio 2013.

3.      Quale tecnologia utilizzava dieci anni fa?
Mi viene in mente in primis la tecnologia dati sui dispositivi mobile nel 2003: al tempo ero felice possessore di un Nokia Communicator 9210 (oggi visibile in qualche museo) che aveva una scheda di memoria da 16 MB e la connessione al Web/Wap in HSCSD alla fantasmagorica velocità di 56Kbit/sec.  Oggi sono dati che fanno ridere quando pensiamo ai dispositivi mobile con processori QuadCore, con memorie da 64 GB e tecnologie dati LTE da 300 Mbit/sec. Quello che ho visto cambiare in 10 anni è sicuramente la facilità di integrazione dei sistemi e la sempre maggior ricerca della compatibilità di linguaggi diversi. Nel 2003 far parlare dinamicamente piattaforme diverse necessitava di svariate giornate uomo per la programmazione ed un continuo presidio di specialisti per modificare “la virgola”.

Alessio Porcellati
Alessio Porcellati

4.      Quale tecnologia secondo lei si userà nei prossimi dieci anni?
Sono convinto che in Italia la tecnologia mobile si spingerà verso orizzonti che ancor oggi non immaginiamo, questo unito alla diffusione del Cloud  e delle tecnologie di “realtà aumentata”, renderanno l’accesso all’informazione “globale” istantaneo, dandoci strumenti per miglorare la qualità della vita e vivere esperienze interattive entusiasmanti abbattendo sempre più i limiti geografici.

5.      Qual è il suo eroe tecnologico?
Steve Jobs. Genio innovativo e grande business man, ma sempre e comunque grande conoscitore tecnico di ciò che voleva diffondere. Amava sporcarsi le mani e sono profondamente d’accordo con lui quando diceva che l’unico modo di fare un bel lavoro è amare quello che si fa.

6.      Qual è stata la sua tecnologia preferita? Quella che più ha amato?
Non parlerei al passato perché la tecnologia difficilmente muore, si evolve e cambia aspetto, ma alla base mantiene sempre i principi dalla quale è nata. Ho sempre amato il networking e le sue mille sfaccettature, è un mondo infinito ma che sposa dei principi fondanti imprescindibili. Ogni qual volta mi occupo di aspetti riguardanti i protocolli IP mi diverto nell’affrontare le problematiche o le sfide e ne esco soddisfatto ed appagato.

7.      A parte l’azienda attuale in cui lavora, quale azienda lei ammira per il lavoro che sta facendo nell’IT?
Sarei sicuramente scontato se dicessi Apple o Microsoft, ma a dir la verità scopro sempre più spesso casi di successo italiani che oltre ad inorgoglirmi mi incuriosiscono molto. Ho avuto modo, poco tempo fa, di conoscere il CIO della Bedin Shop System ad un evento organizzato dal Sole 24 Ore ed incentrato sul “Cloud Retail”. Devo dire che non solo sono rimasto piacevolmente colpito delle scelte impreditorialmente ambiziose ma anche delle tecnologia alla base del loro successo, tanto che ho scelto di usarne le soluzioni per sviluppare l’ambito Retail di Tempur.

8.      Qual è la sfida più grande per un dipartimento IT oggi?
Scegliere le tecnologie corrette, integrarle per le migliori performance, renderle geografiche. Tutto ciò con i massimi requisiti in termini di sicurezza Out-In e In-Out.

9.      Favorevole al Cloud o contrario al Cloud?
Assolutamente favorevole, ma mai fine a se stesso. Il cloud presuppone sempre un’attenta analisi delle reali esigenze ed aspettative di chi lo approccia. Oggi purtroppo in Italia “Cloud” è una parola ancora usata a sproposito e quindi mal interpretata. È necessaria competenza del partner scelto per una soluzione cloud e cultura da parte dell’azienda che opta per questo percorso.

10.  Cosa voleva fare da bambino?
Ovviamente il pirata, che sempre citando il grande Steve, è decisamente più divertente che fare il marinaio.