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Isherwood: Meg Whitman ha riportato HPE sulla giusta rotta

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Il Managing Director EMEA ha commentato l passaggio dalla vecchia HP alla nuova HPE

Secondo il Managing Director EMEA di HPE, Andy Isherwood, la nomina a CEO di Meg Whitman nel 2011, dopo lo sfortunato regno del predecessore Leo Apotheker, è stato un momento cruciale nella storia dell’azienda. Durante l’evento HPE Technology and Solutions Summit di Cannes, Isherwood ha spiegato che l’azienda ora ha una “chiarezza di visione” assente prima che Meg Whitman prendesse il comando e che la gestione precedente aveva fatto perdere di vista a HPE il suo core business.

“Eravamo in uno stato di continuo cambiamento… avevamo perso di vista il nostro centro”, ha spiegato Isherwood. “Ricerca e sviluppo erano senza risorse. Avevamo perso di vista cosa dovessero fare i nostri partner di canale e tecnologici. Il nostro bilancio era un disastro: meno otto miliardi di dollari”.

“Avevamo avuto diversi CEO e avevamo fatto molte acquisizioni, alcune delle quali abbiamo dovuto contabilizzare come perdite importanti. Dovevamo passare attraverso questa fase in cui sistemare le cose di cui avevamo bisogno per portare avanti l’azienda”, ha commentato.

HPE-Andy-IsherwoodLe cose da sistemare

Secondo Isherwood, HPE ha lavorato per ribaltare la situazione: “Dovevamo reinvestire in ricerca e sviluppo. Dovevamo far ripartire il motore della nostra innovazione. Dovevamo aggiustare le nostre relazioni con il canale. Dovevamo dare risultati trimestre dopo trimestre, non solo per migliorare il bilancio ma per assicurare la comunità finanziaria che eravamo un’azienda in grado di dare risultati e che sarebbe rimasta in piedi anche in futuro”.

Da Meg Whitman è venuta la decisione di separare la divisione Printing and Personal Systems di HP dalla parte networking, servizi e software, dando vita rispettivamente a HP Inc. e Hewlett Packard Enterprise (HPE). Isherwood ha spiegato che l’azienda era diventata “un supermarket tecnologico” che vendeva di tutto, dalle cartucce per stampanti ai grandi sistemi per le Pubbliche Amministrazioni.

Ora, invece, HPE basa la sua strategia su tre pilastri: il cloud ibrido, la parte IoT e “intelligent edge”, la parte soluzioni e servizi. “Abbiamo un’azienda che è più agile. Iniziamo ad accelerare. Devo dire che il viaggio non è ancora finito, ma abbiamo decisamente chiarezza sugli obiettivi”.

Per Isherwood anche lo spinoff della parte dei servizi enterprise e della parte software permetterà ai due business di ricevere il livello di attenzione di cui hanno bisogno, con più ricerca e sviluppo e “lo spazio per crescere”.

Le mosse recenti

La vendita della parte software a Micro Focus si concretizzerà in agosto mentre quella dei servizi a CSC inizierà ad aprile. Riferendosi alla divisione servizi, Isherwood ha spiegato che alcuni partner erano riluttanti a lavorare con HPE in quanto grande azienda con una parte di servizi. “Non perché gli asset fossero inadeguati, ma perché non erano allineati con la nostra strategia per il futuro”, ha commentato.

Anche se HPE sta cedendo la sua divisione software, non sta uscendo dal campo software. Le recenti acquisizioni di Niara, Cloud Cruiser e Simplivity mostrano che “non cerchiamo di diventare di nuovo grandi, ma di diventare importanti”.

Christine Horton