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Intesa SanPaolo, Mediocredito, Assinform: un miliardo di euro per le aziende

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Alla presenza di Corrado Passera (ceo di Intesa Sanpaolo), Paolo Angelucci (presidente di Assinform) e Carlo Stocchetti (direttore generale Mediocredito Italiano) si è siglato oggi un accordo tra Assinform, Intesa Sanpaolo e Mediocredito per sostenere l’innovazione, dal valore di un miliardo di euro. Beneficiarie le aziende italiane: piccole, medie e grandi

Se non si rilanciano gli investimenti in innovazione, la spinta verso la ripresa nel nostro Paese sarà ancora più lenta del previsto. E le banche, che in questo annus horribilis per l’economia hanno giocato un ruolo importante nella gestione del credito verso le piccole e medie imprese, hanno l’opportunità di svolgere per il futuro un ruolo determinante.

E’ in questo contesto che va letta la portata dell’accordo che stamattina si è siglato a Milano, tra Assinform, Intesa Sanpaolo e Mediocredito Italiano, che rende disponibile un miliardo di euro da destinare alle aziende che vogliono investire in ricerca e innovazione tecnologica. A firmare l’iniziativa Paolo Angelucci (presidente di Assinform, l’ associazione di Confindustria che conta 1.500 aziende associate di ICT), Corrado Passera (consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo) e Carlo Stocchetti (direttore generale di Mediocredito Italiano, la banca del Gruppo specializzata nello sviluppo delle pmi).
In breve: si tratta di un accordo che prevede finanziamenti alle aziende, a lungo e medio termine, per i quali non sono richieste garanzie; l’obiettivo è quello di facilitare l’accesso al credito per progetti di innovazione che possano aumentare la competitività delle imprese italiane, anche all’estero; destinatarie dell’iniziativa tutte le aziende che vogliono investire in IT.

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Corrado Passera (consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo), Paolo Angelucci (Presidente Assinform) e Carlo Stocchetti (direttore generale di Mediocredito Italiano)

Riteniamo l’accordo molto importante per le nostre aziende e per il paese – ha esordito Angelucci dal momento che l’IT è il quarto settore industriale italiano che occupa 400.0000 addetti e conta 97.000 imprese. La contrazione del mercato nel 2009 è stata dell’8,1% e si attende un trend molto negativo anche per il 2010, pari a -3,1%. Si devono trovare modalità che permettano di agevolare gli acquisti di IT da parte delle aziende”. Le imprese hanno ridotto pesantemente gli investimenti in IT lo scorso anno: – 10,3% le grandi aziende, -7,3% le medie, -8% le piccole. E secondo la BCE, le pmi italiane sono tra le più colpite in Europa dal calo degli utili. “La leva numero uno per la crescita è investire in innovazione su tutta la filiera – incalza Passera , per aggiungere valore il nostro Paese deve aumentare in competitività”.

Il meccanismo per accedere al miliardo di euro di finanziamenti messo in campo da Intesa Sanpaolo è semplice: Assinform si farà carico di raccogliere gli elementi da sottoporre alla banca (cioè i dettagli del progetto di innovazione che un suo associato intende proporre a una impresa cliente); la banca deciderà l’erogazione del finanziamento in base a due modalità: per finanziamenti fino a 250.000 euro interverranno le filiali di Banca Intesa, per i finanziamenti d’importo superiore ai 250.000 euro le domande saranno seguite da Mediocredito Italiano con il suo team di professionisti (già collaudato per i finanziamenti Nova+, che ad oggi hanno erogato 400 milioni di euro) che verificherà entro 45 giorni la fattibilità tecnico-industriale dei progetti per i quali si richiedono i finanziamenti, erogando il 100% dell’investimento richiesto in un’unica soluzione.

L’accordo di oggi è molto particolare – spiega Passera – perché un’associazione di aziende IT collabora con la banca per velocizzare l’analisi dei progetti, atti ad ottenere crediti bancari a lungo termine. La novità importante è che il progetto è reso bancabile dalla sua qualità e non dalle garanzie che lo sostengono. Stiamo entrando in una fase in cui le aziende saranno meno bancabili e si cerca così di dare un peso maggiore al futuro, a quello che l’impresa si impegna a fare per ritornare in gioco. Questo progetto si rivolge anche alle nuove start up. Per ora mettiamo sul piatto un milione di euro, ma non c’è limite a quanto potremmo mettere a diposizione. La priorità numero uno è la crescita delle imprese, se non vogliamo che il problema della disoccupazione aumenti”. Mentre Stocchetti precisa, con termini più Web 2.0: “C’è un senso di community in questo accordo. Siamo alla vigilia di aspettative governative molto forti sull’innovazione e siamo convinti che un buon progetto sia un antidoto alla crisi, per questo finanziamo le aziende senza garanzie. Nel 2010 ci aspettiamo che i bilanci delle imprese siano peggiori degli anni precedenti e per ovviare a questo abbiamo il nostro team di 400 professionisti al servizio delle imprese , tra ingegneri ed esperti di contabilità industriale. Assinform è il punto di incontro per clienti e fornitori di IT”.

Assinform si impegna a organizzare incontri sul territorio appoggiandosi anche alla rete capillare di Intesa Sanpaolo (6.000 sportelli in tutta Italia), per spiegare l’iniziativa e reclutare “clienti”. Pianificati seminari già a Milano, Roma e Torino, a breve ne seguiranno altri nel Nord-Est, per poi passare al Centro-Sud. “Non solo aspetteremo le proposte di Assinform – incalza Stocchetti – ma nel nostro database andremo a individuare potenziali aziende interessate a questa proposta”.
Secondo Unioncamere il 63,7% delle aziende farà investimenti nel 2010, chi autofinanziandosi (53,5%), chi con prestiti bancari (39,1%), chi con finanziamenti pubblici (7,3%). A questo 39,1% la proposta di oggi. “Adesso dopo le parole, è il momento di fare” conclude Angelucci.