Enterprise

Il Vecchio Continente e il nuovo protocollo Ip

Silicon è il sito di tecnologia dedicato alle strategie delle aziende IT che cavalcano i nuovi trend di mercato, dal cloud computing alla virtualizzazione, dal mobile al byod. Analisi, approfondimenti, prove di app e prodotti, oltre alle notizie quotidiane, fanno di Silicon l’appuntamento giornaliero per i manager che vogliono capire come la tecnologia possa aiutarli nel fare business. Su queste tematiche Silicon realizza interviste agli attori del mercato e reportage dai principali eventi, sia in Italia sia all’estero.

La fame di iperconnettività spinge Bruxelles a far adottare rapidamente lo standard v6 già nei prossimi due anni

Uno degli obiettivi prioritari di Bruxelles che sarà discusso alla fine del mese, è quello di aumentare del 25% il numero di aziende, enti locali e utenti privati che utilizzano il protocollo Ipv6 entro il 2010. Adottato a partire dal 1984, lo standard precedente, ossia l’Ipv4 , ad oggi conta 4.3 miliardi di indirizzi Web di cui però solo il 16% è disponibile per la creazione di nuove connessioni e questo, secondo gli esperti, potrebbe costituire un potenziale freno all’ulteriore evoluzione della Rete. Il nuovo protocollo potrebbe risolvere questo problema rendendo disponibili una quantità di nuovi indirizzi pressoché infinita.

Quello che è certo è che il passaggio all’Ipv6 richiederà del tempo ma la migrazione sarà necessaria se l’Europa vuole cogliere le opportunità offerte dalla maggior parte delle tecnologie di nuova generazione. Secondo Viviane Reding, la proattiva commissaria europea che presidia la società dell’informazione e i media, nel breve termine le aziende e le Pa potrebbero essere tentate di gestire i loro bisogni attraverso i vecchi sistemi basati sul vecchio protocollo ma sul medio e lungo termine questa strategia si rivelerà fallimentare, dal momento che il livello di saturazione degli indirizzi non potrà essere né risolta né gestita. La tendenza del mercato a sfruttare sempre più soluzioni basate su Ip come, ad esempio, l’Rfid intelligente nei negozi, nelle aziende o negli aeroporti oppure sistemi di navigazione o di connettività per i veicoli mobili fanno stimare una crescita della domanda a triplo zero. Per questo la Ue cercherà una soluzione per agganciare l’Europa al trend.