EnterpriseFisco e Finanza

Il tesoretto di Apple: fra acquisti e dividendi

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

La trimestrale di Apple dovrebbe svelare il tesoretto su cui può puntare la società. Si parla di 250 miliardi di dollari, una cifra che potrebbe essere destinata sia a dividendi, sia a un acquisto

E’ già stato ribattezzato ‘tesoretto record’ quello che potrebbe avere in cassa, oggi, Apple. Si parla di una cifra che arriverebbe a 250 miliardi di dollari, una cifra da capogiro che, secondo il Wall Street Journal, sarebbe quasi tutta fuori dagli Stati Uniti e, secondo quello che riporta anche il Corriere della Sera, una possibile mossa fiscale agevolata da parte del presidente Donald Trump, potrebbe far rientrare gran parte dei capitali in America e portare a due ipotesi possibili di utilizzo di questo tesoretto: acquisizioni, oppure distribuzione di dividendi. Quel che è certo è che una risposta la si avrà solo con la pubblicazione della trimestrale che sarà ‘in chiaro’ dalle 23 ora italiana del 2 maggio 2017.fondi

Con questa cifra, sempre il Wall Street Journal, ipotizza che, se Apple volesse, potrebbe mettere le mani su realtà come Tesla o Netflix, ma anche dedidere di avviare una vera e propria produzione negli Stati Uniti, sempre che il presidente dia un ok ai cenni della casa di Cupertino. Secondo quanto ha riportato oggi il Corriere della Sera, “A eccezione delel società finanziarie, le scorte di Apple superano quelle di qualsiasi società statunitense della storia recente. Non ho mai visto una compagnia in questo tipo di posizione. Apple in questo momento è una cassa di denaro”, ha detto Jennifer Blouin, professore di contabilità presso Wharton University della Pennsylvania al Wall Street Journal.

Sul fronte europeo, si ricordi che l’indagine formale che la Commissione Europea aveva avviato sulle tasse che Apple (non) pagherebbe al fisco irlandese si è conclusa lo scorso. Prevedibilmente non a favore della società di Cupertino, che secondo le autorità avrebbe avuto nel tempo vantaggi fiscali non corretti per un totale di 13 miliardi di euro. Non si tratta di un problema isolato o nuovo e Apple è da tempo nel mirino delle autorità finanziarie di varie nazioni europee, anche quelle italiane. Il meccanismo spiegato dalla Commissione Europea e adottato da Apple per pagare meno tasse nelle singole nazioni e in Europa era in parte già noto. Legalmente chi acquista prodotti Apple non lo fa dalla filiale del suo Paese ma da una entità – Apple Sales International – che ha sede a Dublino, quindi le tasse relative alle vendite sono calcolate e pagate in Irlanda.