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Il ruolo del Cio nella Sanità

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Secondo il Politecnico di Milano, l’Ict è ancora sfruttata poco come elemento di innovazione

L’Osservatorio Ict & Cio in Sanità della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i risultati di un anno di indagini basate su un’analisi empirica che ha coinvolto oltre 100 Chief Information Officer e 50 tra Direttori Generali, Amministrativi e Sanitari di alcune tra le più significative organizzazioni sanitarie in Italia. L’analisi mostra che le barriere all’innovazione Ict sono prevalentemente di natura organizzativa e non tecnologica. Spiccano in particolare, la mancanza di finanziamenti e committment del Vertice e le resistenze degli utenti. In generale i Cio tendono ad attribuire tali criticità a cause esogene, piuttosto che a inadeguatezze proprie o della propria Direzione.

I ricercatori inoltre, hanno messo in luce come, a fronte di un trend di crescita del ruolo delle Ict sia nei processi e servizi correnti che nei processi di innovazione, nella maggior parte delle organizzazione sanitarie l’Ict abbia ancora un ruolo prettamente operativo e di supporto, la ricerca ha permesso di identificare quattro tipologie di processi:

processi core, che pur avendo un livello di supporto già elevato, hanno un’alta priorità di investimento in quanto giudicati come suscettibili di forti miglioramenti grazie all’utilizzo di nuove tecnologie

processi marginali, che sono all’opposto caratterizzati da un livello medio-basso di supporto e da una bassa priorità di investimento

processi maturi, che hanno un livello di supporto già elevato e considerato sufficiente e, pertanto, si prevede che non saranno oggetto di investimenti consistenti nel prossimo futuro

processi in crescita, che sono supportati in maniera ancora esigua, ma valutati ad alto potenziale e, pertanto, probabile oggetto di investimenti nei prossimi anni

A fronte di questo scenario, il supporto non ancora soddisfacente che le Ict forniscono in campo sanitario è testimoniato anche dal basso livello di integrazione tra le applicazioni, con una forte diffusione di soluzioni ad hoc e una bassissima presenza di soluzioni avanzate per l’integrazione.
L’analisi del profilo e delle responsabilità dei Cio nelle organizzazioni della Sanità mette in luce una notevole disomogeneità con alcuni casi di eccellenza e molti altri in cui si riscontrano criticità. Emergono innanzitutto situazioni di notevole “scollamento” dal Vertice Strategico: appena la metà dei Cio analizzati riportano direttamente al Direttore Generale. Gli altri riportano ai Direttori Amministrativi oppure sono inserite in Dipartimenti che a loro volta riportano a Direttori Generali o Direttori Amministrativi.

L’attuale natura del ruolo dei Cio emerge ancora meglio dall’analisi delle attività da loro svolte, caratterizzate da una forte operatività ed un marcato orientamento interno che li isola. Il suggerimento degli esperti è che per cogliere appieno le opportunità che l’Ict offre i Cio devono consolidare e delegare gli ambiti applicativi legati al funzionamento della tecnologia in modo da garantirne un presidio efficiente che consenta il rispetto degli standard di servizio; devono invece impegnarsi in prima persona a rispondere in modo veloce ed efficace ai cosiddetti lineari (sovente legati alla diagnosi), interagendo con le altre Direzioni nei progetti di cambiamento. I Cio, infine, devono acquisire una sufficiente conoscenza dell’evoluzione dei processi sanitari e dell’offerta tecnologica, per cogliere e proporre opportunità al proprio interno di innovazione sugli ambiti che rientrano nei requisiti attrattivi. Tra questi: Cura, Programmazione e Controllo, Qualità e Rischio, e anche applicazioni ritenute oggi marginali, ma destinate a crescere di importanza come la Continuità Assistenziale.