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I data center sono fonte di spreco energetico

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McKinsey e Uptime Institute lanciano un appello per il ripensamento di quello che rimane il perno dei sistemi informativi aziendali

I consulenti di McKinsey e quelli degli specialisti in data center di Uptime Institute suonano un vero e proprio campanello d’allarme: poco o niente è stato fatto fin qui per ridurre la fattura energetica di quello che rimane il perno dei sistemi informativi aziendali. Il soggetto si sta facendo sempre più cruciale di questi tempi. Fra il 2000 e il 2006, infatti, il consumo elettrico dei data center è raddoppiato nel mondo e da qui al 2010, nei soli Stati Uniti, occorrerà avviare dieci nuove centrali elettriche per rispondere all’aumento dei consumi. La cosa più preoccupante è che il grosso di questo dato è dovuto a sprechi legati a errori di progettazione e mancanza di ottimizzazione.

Cercando le ragioni di questa situazione, i due istituti puntano il dito sulle dimensioni, i sistemi di raffreddamento e l’evolutività. Ma anche sulle responsabilità, visto che il Cio non è quasi mai coinvolto direttamente nel controllo delle bollette elettriche. A questo problema di competenze, si aggiunge l’assenza di considerazione sui parametri ecologici, la mediocrità degli attuali sistemi di raffreddamento, una gestione inefficace delle risorse informatiche e un’implementazione degli applicativi che si allinea al contesto generale.

McKinsey fonda la propria condanna su dati senza appello. Insieme a Uptime, si stima che l’utilizzo medio di un server non supera mai il 6% e che per il 30% delle macchine installate la sollecitazione non eccede il 3%. In ultima analisi, un data center è utilizzato al 56% del proprio potenziale.

La soluzione si trova nel consolidamento e nella virtualizzazione per le infrastrutture già operative. Per quelle che dovranno essere installate in futuro, occorre riflettere per ottimizzarne la progettazione e i sistemi di raffreddamento. In quest’ultimo ambito partiamo da una situazione di completa indifferenza, quindi occorrerà compiere rapidamente passi da gigante.

Uptime e McKinsey consigliano di utilizzare l’ìndicatore Corporate Average Data Efficiency (Cade), che misura l’energia consumata dal data center (informatica, ambiente, sistemi di raffreddamento e altro), allo scopo di poter controllare e comparare con precisione i progressi realizzati. Il passo è ritenuto urgente, visto che, se non si fa niente, le emissioni di gas serra prodotte dai data center andranno a quadruplicare entro il 2020.