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Hp-Eds: come cambia il mercato dei servizi It

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La recentissima acquisizione si innesta in un comparto in salute. Intanto, però, si parla di tagli di organico

La spesa mondiale nei servizi It è cresciuta dell’11% lo scorso anno, raggiungendo, secondo Gartner, i 748 miliardi di dollari. Ibm si è confermata nel 2007 l’azienda con il peso più consistente, realizzando un giro d’affari di 54,1 miliardi di dollari e una quota di mercato del 7,2%.

Lo scenario fin qui descritto è destinato a cambiare dopo l’acquisizione di Eds messa a segno da Hp. La somma delle quote di mercato delle due aziende, infatti, crea una realtà che pesa per il 5,3% e quindi si avvicina sensibilmente al trono di Big Blue, con un valore combinato pari a 39,3 miliardi di dollari. Per capire se questi numeri saranno confermati occorrerà attendere, ma le opportunità sono pronte da cogliere.

L’operazione lascia al terzo posto Accenture, con una quota del 2,8% e un valore per il 2007 attestato sui 20,6 miliardi di dollari. Dietro di lei, troviamo Fujitsu e Csc, ciascuna con una quota appena sopra il 2%. Alle spalle dei nomi consolidati, inizia ad agitarsi lo spettro degli outsourcer indiani, che sono cresciuti del 38% nel 2007 e hanno globalmente generato il 4,1% del giro d’affari totale.

Intanto, i presidenti di Hp ed Eds, rispettivamente Mark Hurd e Ronald Rittenmeyer, hanno lasciato intendere che una delle conseguenze dell’acquisizione appena annunciata potrebbe essere una riduzione di organico, senza peraltro fornire dettagli in tal senso. Eds conta oggi su 137mila dipendenti, mentre Hp ne ha 172mila: anche alla luce di queste cifre, un certo ridimensionamento appare probabile. Rittenmeyer ha parlato di “razionalizzazione” dell’organico, senza fornire ulteriori indicazioni, ma riconoscendo che l’automazione dei data center potrebbe giocare un ruolo non trascurabile nelle decisioni concernenti le strutture delle aziende che andranno a fondersi. Hurd ritiene essenziale questa pratica e infatti Hp ha già consolidato i propri data center portandoli a sei in tutto. Secondo il manager, si tratta di modo più efficace di ridurre i costi rispetto all’offshore, aumentando al contempo la qualità.