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Assintel, rischi anti-mercato nel Piano Triennale per l’Informatica nella PA

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Assintel individua tre gravi criticità nel Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione riguardo la fatturazione elettronica e la conservazione documentale

In un comunicato stampa dettagliato e puntuale Assintel critica circostanziandoli alcuni elementi di violazione del libero mercato riguardo la fatturazione elettronica B2B e gli archivi digitali di conservazione; l’Associazione Nazionale delle imprese ICT e Digitali di Confcommercio riconosce sì nel Piano Triennale per l’Informatica nella Pubblica amministrazione 2017–2019 un segnale di priorità importante che Governo e AgID lanciano per la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione, ma allo stesso tempo annuncia battaglia. 

Il primo elemento critico è la costituzione dei Poli di Conservazione, sono sistemi realizzati dalle Pubbliche Amministrazioni per conservare in modo perenne gli archivi digitali, sarebbero ambigui i perimetri di competenza dei Poli e sarebbero tagliate fuori le 70 imprese private accreditate AgID, che hanno investito decine di migliaia di euro per comparire nel registro  e alle quali il CAD stesso dà già diritto di fornire il medesimo servizio.
La sensazione, a detta del gruppo Assoconservatori Accreditati che riunisce queste aziende, sarebbe proprio quella di chi ad ogni provvedimento si attende insidie volte a depauperare il mercato. 

Ecosistema conservazione documentazione elettronica
Ecosistema conservazione documentazione elettronica

Un altra criticità riguarda proprio la fatturazione elettronica B2B, perchè in una recente intervista il Vice Ministro dell’Economia e delle Finanze, Luigi Casero, avrebbe ventilato la costituzione di una fattura elettronica tutta italiana, tramite un unico provider di stato (Sdl di Sogei), conservata in forma centralizzata da un ente governativo, in evidente controtendenza rispetto agli indirizzi di Bruxelles volti a tutelare la libera concorrenza e l’idea di access point liberi ancorché certificati.

 

Risponde al buonsenso invece l’approvazione di un unico standard europeo (CEN), in modo da garantire anche a chi lavora con l’estero un unico tracciato, la disponibilità di diversi provider certificati UE (con Peppol per la trasmissione all’Agenzia), e la conservazione lasciata libera, purché accreditati AgID.
 
Sarebbe la terza però la criticità più grave con le PA che, secondo Assintel, si creerebbero in-house servizi IT per fatturazione e conservazione digitale per poi rivenderli al mercato con tariffe sotto costo, grazie alle condizioni di tutela in cui operano. Interviene con chiarezza Giorgio Rapari, Presidente Assintel: “è come se utilizzassero i soldi dei contribuenti, tra i quali le aziende private IT, per fare concorrenza sleale alle stesse aziende, inquinando di fatto le dinamiche del libero mercato. Per queste ragioni abbiamo in programma una serie di iniziative, anche legali, per difendere i diritti delle imprese e del libero mercato”.