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Assinform: i ricavi dalle frequenze LTE per la digitalizzazione della PA

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Ecco i dati semestrali di Netconsulting: il mercato italiano dell’ICT si è attestato a quota 28.913 milioni di euro, con un calo del 2,4 per cento

Dopo la nascita ufficiale nello scorso giugno di Confindustria Digitale il settore dell’industria ICT italiana tenta di esprimere alcune proposte innovative come lo spostamento di un po’ delle risorse derivanti dalla cessione statale delle frequenze LTE verso la digitalizzazione della PA o la richiesta di inserire nel prossimo Decreto Sviluppo misure a favore dell’innovazione ICT, ma il fatto vero è che “ l’Italia è in una crisi di innovazione”. Mentre dovrebbe essere chiaro che processi innovativi in ICT si ripercuotono favorevolmente sull’economia italiana.
Nessun segno di tutto questo si vede però nell’impietoso panorama dell’ICT nostrano del passato semestre di quest’anno come viene fotografato per tradizione da Assinform con l’aiuto di Netconsulting.   La situazione economica espressa lo scorso agosto ha di colpo invecchiato questi dati e si parte per un nuovo semestre dove anche gli analisti non osano più fare previsioni e parlano di forchette in cui i numeri sono sempre preceduti da un segno meno . Come recita la nota ufficiale di Assinform , “ sulle previsioni dei mercati dell’IT e delle TLC per l’intero 2011 gravano le recenti revisioni al ribasso sui fondamentali macroeconomici del Paese. Per l’intero anno, ci si attende un calo del mercato aggregato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi) compreso tra il -1,5 e il -4,1%. Per l’IT nel suo complesso (hardware software, assistenza e servizi) il calo atteso è più contenuto, tra il -1,2% e il -2,8%”.

Ma per gli amanti delle statistiche ecco qualche dato a consuntivo del primo semestre 2011 a confronto con lo stesso periodo del 2010. Il mercato dell’ICT si è attestato a metà 2011 a quota 28.913 milioni di euro, con un calo del 2,4 per cento Il mercato dell’informatica vale 8.763 milioni di euro (-1,7%) . Il mercato delle telecomunicazioni (apparati, terminali e servizi per reti fisse e mobili) è risultato pari a 20.150 milioni (-2,7%) . Nell’hardware, il calo delle vendite in valore (-4,1%) è testimoniato soprattutto dal calo delle vendite di PC (3.129.000 unità, -12,8%), risultante da un calo marcato dei portatili (2.100.000 unità, -14,6%) e dei desktop (940.000, – 9,7%), non certo compensato dal lieve incremento del PC server (89.000, +1,6%) . Nota positiva del comparto è il decollo dei tablet PC, che con 398.000 unità mostrano vendite quadruplicate rispetto al primo semestre del 2010. Nel software (1.937 milioni di euro) il mercato ha tenuto, ma se stentano a ripartire i progetti più corposi, le imprese cercano comunque di non trascurare le dotazioni IT.

Nel mercato delle telecomunicazioni tutte le componenti sono risultate in affanno: le infrastrutture (1.615 milioni) che continuano a soffrire di un quadro di riferimento incerto; i terminali (2.490 milioni, -0,8%); e la componente più corposa, quella dei servizi (16.045 milioni, – 2,9%, ), per la prosecuzione di lanci di tariffe al ribasso, integrate voce-dati e promozionali, sia sul fronte mobile che fisso. Nei servizi tutte le componenti più tradizionali sono risultate ancora in calo. Il mobile vede crescere ancora del 3,2% (a 96 milioni) il numero di linee e dell’1,1% quello degli utenti attivi (47 milioni, in gran parte con più linee, legate anche ad internet key e tablet connessi). E’ anche cresciuto, ma di poco (5,2%) il numero di connessioni in banda larga, che ora interessano oltre 13,6 milioni di utenti (96,6% in modalità XDSL e 3,4% in fibra ottica).

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