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La fatturazione elettronica ora è anche B2B. Alcune riflessioni

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Dal 9 gennaio è operativa la fatturazione elettronica anche tra i privati. Vantaggi effettivi e problematiche

Ci siamo. La settimana scorsa è diventato operativo il progetto della fatturazione elettronica tra i privati con la modifica del formato Fattura PA e l’introduzione effettiva, dopo un breve periodo di ‘malfunzionamenti’ del formato Fattura PA “1”. Ne è risultato più danneggiato proprio chi aveva in essere procedure già automatizzate di registrazione, per gli altri disagi minimi. 

Il vero punto incidente nel passaggio dalla gestione delle fatture cartacee a quelle digitali è prima di tutto di mentalità, poi di revisione dei processi (attivo e passivo), quindi tecnologico, e solo in ultimo, effettivamente riguarda l’investimento economico necessario.

La valutazione di ogni singolo passaggio non è tuttavia da sottovalutare: non è sufficiente mantenere tutto il processo in elettronico, ma è necessario che i documenti (le fatture) siano proprio emesse in un formato elaborabile dai sistemi informativi, senza data entry manuale, con il sistema gestionale in grado di trascrivere i dati e di utilizzarli in ogni passaggio (da qui la necessità di prendere assoluta confidenza con il vocabolario ad hoc orientativo che prevede l’utilizzo di termini come Sistema di interscambio, indispensabili per orientarsi).

E’ il vero punto. Le realtà che dovessero preferire mantenere una qualsiasi sorta di doppio binario – per esempio con il backup cartaceo (perché… si sa mai), si sottoporrebbero alla condanna di una doppia gestione destinata solo ad aumentare i costi, mentre uno dei primi obiettivi è proprio quello del risparmio di costi. Stimato in complessivi 4 miliardi il risparmio. La fonte è il viceministro Luigi Casero. SB Italia entra nel dettaglio degli effettivi benefici: il risparmio è quantificabile per ciascuna fattura, per le grandi aziende come per le piccole.

Sistema di Interscambio - L'architettura (fonte fatturapa.gov.it)
Sistema di Interscambio – L’architettura (fonte fatturapa.gov.it)

L’Osservatorio del Politecnico quantifica il risparmio complessivo nel passaggio da un trattamento tradizionale a quello digitale in una forchetta che varia tra i 7,5 e gli 11,5 euro, se il volume è superiore alle 3mila unità. E’ un altro punto da analizzare: il risparmio riguarda stampa, imbustamento, invio, spese postali, interazione con il cliente, archivio cartaceo, costi amministrativi relativi per le operazioni burocratiche del caso, e ovviamente la manodopera.

Non temiamo di sollevare ancora una volta la domanda: i risparmi, nel lungo termine, saranno effettivi o arriverà un momento in cui i costi per la spesa IT lieviteranno (per il cloud computing alla fine è successo così, le aziende fanno meglio ma spendono anche di più rispetto a prima)? E ancora: poiché il risparmio effettivo è anche nelle risorse umane, chi sta realmente pensando a riqualificare il personale? Perché è davvero il caso di iniziare a pensarci. La fattura elettronica impatta tutto il tessuto produttivo, saranno inevitabili esuberi ulteriori nell’era Industry 4.0.

Intendiamoci, la digitalizzazione anche del processo di fatturazione tra privati è inevitabile, e innesca, almeno potenzialmente, il volano virtuoso della trasparenza, possibile solo se la fatturazione elettronica riguarda tutti gli attori economici – sia la PA, sia i privati. Da un lato quindi le possibilità di risparmio, dall’altro il Governo ha pensato a un sistema incentivante per esempio relativo ai crediti d’imposta, di fronte all’evidenza elettronica, per le cui le aziende che optano per l’applicazione del nuovo regime, potranno godere di riduzione degli adempimenti fiscali, esenzione negli obblighi di comunicazione, rimborsi IVA più veloci, semplificazione dei controlli, riduzione dei termini massimi di accertamento e la possibilità persino di rinunciare allo scontrino fiscale.