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Fattura elettronica o digitale? Per il fisco non fa differenza

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L’Agenzia delle entrate lascia totale libertà di scelta, purché per una stessa linea di attività o per un determinato cliente sia adottata una sola modalità di emissione

Secondo quanto stabilito dalla risoluzione n. 260/E del 23 giugno, è possibile emettere e conservare le fatture destinate allo stesso cliente sia in formato elettronico sia in formato analogico. C’è però una condizione da rispettare: per una stessa linea di attività o nei confronti di un determinato cliente deve essere adottata un’unica modalità di emissione e conservazione delle fatture.

Come riportato da Fisco Oggi, a indurre l’Agenzia delle Entrate a esprimersi chiaramente in relazione all’argomento “fattura analogia o digitale” è stato il caso di una società parte di un gruppo multinazionale del settore petrolifero che ha manifestato l’intenzione di emettere fatture elettroniche nei confronti dei clienti di una linea di attività. A riguardo, l’agenzia delle entrate ha sentenziato che esiste la possibilità, anche se non vi è contabilità separata, di convivenza tra fatture analogiche e fatture elettroniche, per ogni singolo cliente o fornitore deve però essere “ utilizzata un’unica modalità di conservazione per l’intero periodo d’imposta, in modo che le fatture emesse o ricevute risultino annotate tutte nel medesimo registro sezionale”.

Va tuttavia sottolineato che già con la risoluzione 267/2007 l’Agenza delle Entrate aveva stato precisato che un contribuente che svolge più attività rilevanti ai fini IVA, gestite con contabilità separate, può emettere nei confronti dello stesso cliente fatture sia elettroniche sia in formato analogico. Nel primo caso tali fatture devono però essere riferite a un settore omogeneo di attività, registrate in uno specifico registro sezionale tenuto per la specifica attività e conservate in formato elettronico; mentre nel secondo caso devono essere riferite a un diverso settore omogeneo di attività, registrate in un apposito registro sezionale tenuto per una diversa attività specifica e conservate in formato analogico.

La risoluzione dello scorso 23 giugno giunge quindi a chiarimento di quanto espresso lo scorso anno, stabilendo in modo inequivocabile che, pur in assenza di contabilità separata, è possibile emettere e conservare le fatture destinate allo stesso cliente sia in formato elettronico sia in formato analogico. Con la condizione, però, di adottare un’unica modalità di emissione e conservazione delle fatture per la medesima linea di attività o nei confronti del medesimo cliente.