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Fanizzi (Emc): Cresceremo in fatturato a fine anno

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

Marco Fanizzi, amministratore delegato di Emc in Italia, prevede la crescita del fatturato almeno di un digit per il 2013. E per il prossimo anno punta alle aziende coraggiose che voglio investire anche all’estero. Il modello Emc, con Vmware e con Pivotal, mette a fattore comune la ricerca in ambito cloud

Il focus sull’offerta di  private cloud e di cloud ibrido  è più volte ribadito da Marco Fanizzi, amministratore delegato di EMC in Italia, a margine dell’annuncio più importante per l’azienda in ambito mid-range. “Le nostre soluzioni di cloud sono intermediate da service provider che rispondono a  service level agreement molto alti, Sla che non vengono soddisfatti dalle soluzioni di public cloud diffuse oggi”.

Marco Fanizzi, amministratore delegato di Emc Italia
Marco Fanizzi, amministratore delegato di Emc Italia

Non ha mezzi termini per delineare il percorso verso il cloud che Emc ha intrapreso negli ultimi anni per la gestione dei big data, percorso che ha visto cambiare “l’assetto” dell’azienda, che affianca a Emc (focalizzata su private cloud, sicurezza, mid e enterprise market)  Vmware  dedicata a tutto ciò che è virtualizzazione dal server al singolo dispositivo, e l’ultima nata Pivotal –  annunciata allo scorso Emc World di Las Vegas con in investimento di 100 milioni di dollari da parte di GE. “Sono tre entità legalmente separate ma con una forte integrazione dal punto di vista delle ricerca e sviluppo – precisa Fanizzi –. In questi ultimi due anni Emc ha subìto un cambiamento molto forte che ha impattato positivamente sia sul fatturato sia in termini di relazioni,  interne con i dipendenti ed esterne con i partner di canale. E’ oggi un’ azienda diversa rispetto a quella del 2011.

Pivotal fa dello sviluppo applicativo il proprio core business: da una parte con l’intento di riscrivere gli applicativi per renderli adatti all’ambiente cloud, dall’altra sviluppando soluzioni di analytics perché le aziende cercano di gestire al meglio la conoscenza dei propri dati . “In Italia ora Pivotal ha un country manager dedicato, Massimo Cazzaniga, e una decina di persone che lavora presso la sede di Emc”.

Il 2012 è stato per Emc un anno di forte “combattimento” in cui si sono gettati i presupposti per cambiare l’azienda che ha subìto, e sta ancora vivendo, una trasformazione radicale al proprio interno. Abbiamo lanciato il progetto Sigm@500, acronimo di Sustainable Italian Growth Model che riguardava circa 500 dipendenti, che si prefigurava di fare emergere i talenti interni, in un progetto di crescita sostenibile dell’azienda,  e che ci ha portato a nominare 20 nuovi dirigenti”. Per il 2013 Fanizzi stima una crescita del fatturato di almeno un digit, con significative attese dal quarter finale dell’anno, mentre per il 2014 punta sulle aziende coraggiose. “Tutte le aziende che esportano sono le mie priorità – precisa – perché sono più competitive, guardano all’innovazione, senza ovviamente perdere il focus su telco e finance”.

Rimane alta anche l’attenzione sul mid market, passato dall’essere responsabile del 10% del fatturato al 20%, soprattutto grazie alla partnership stipulate con il canale, responsabile complessivamente del 55% del fatturato. “Trovare il modo di valorizzare l’indiretta significa riconoscere i giusti margini ai partner e aumentare la nostra vicinanza al canale, anche attraverso i due distributori con i quali lavoriamo,  Avnet ed Esprinet. L’intenzione è quella di fare crescere il peso del canale fino all’80% nel 2014, facendo leva sulle nuove offerte in ambito private cloud e storage indirizzate proprio alla fascia mid-rande delle aziende”.
Ma Fanizzi conclude con una punta di amarezza sulla vita economica del paese: “Fino a che i grandi operatori, e per questi intento gli attori della vita economica del paese quali Telecom o Fiat, non decidono come operare e, di conseguenza, come dare una spinta alle medie piccole aziende legate al loro indotto, continuerà una fase di incertezza preoccupante per le aziende italiane”.