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Dalla Ue, una politica industriale a favore delle Pmi

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Il Parlamento europeo chiede la promozione della ricerca e la creazione di un brevetto continentale. Sollecita anche la lotta alla contraffazione e la riduzione degli oneri amministrativi

Occorre promuovere la ricerca, introdurre un brevetto europeo e lottare contro la contraffazione, assicurando anche infrastrutture di trasporto efficienti. In pratica, la politica industriale dell’Unione europea dovrebbe creare un ambiente favorevole allo sviluppo delle imprese, specie delle Pmi. Questo è quanto sostiene il Parlamento europeo, sollecitando anche lariduzione degli oneri amministrativi e un più agevole accesso al capitale di rischio.

Il Parlamento sottolinea anzitutto che il ruolo principale della politica industriale della Ue consiste nel creare le giuste condizioni quadro per lo sviluppo delle imprese, degli investimenti industriali e dell’innovazione nonché per la creazione di impieghi, prestando particolare attenzione alle esigenze delle piccole e medie imprese.

Il Parlamento invita poi la Commissione a potenziare i suoi sforzi intesi a eliminare gli ostacoli amministrativi superflui che rendono difficile l’accesso al mercato interno, a semplificare e migliorare il contesto normativo e a ridurre l’onere amministrativo sulle imprese. Dovrebbe essere, tra l’altro, garantito che si compiano progressi nei tredici settori prioritari indicati nel piano d’azione della Commissione per la riduzione dell’onere amministrativo e dovrebbe essere attuato il secondo pacchetto di misure preferenziali per eliminare gli ostacoli amministrativi.

I deputati invitano la Commissione ad adottare un approccio coerente nei confronti delle Pmi in tutte le politiche comunitarie applicando, in modo adeguato, il principio del “pensare prima in piccolo”. Sostengono quindi con forza l’annunciata normativa sulle piccole imprese a livello europeo che dovrebbe assumere, a loro parere, la forma di una proposta legislativa e includere nuove iniziative concrete intese a ridurre, mediante esenzioni, l’onere amministrativo sulle Pmi, facilitarne l’accesso al mercato interno e alle procedure di appalto nonché garantire loro un accesso adeguato alle fonti di finanziamentoe alle infrastrutture di ricerca.

Il Parlamento, sottolineando l’importanza dell’accordo di Basilea II nell’influenzare il comportamento delle banche e la loro disponibilità a concedere prestiti a clienti con un profilo di rischio relativamente alto (Pmi incluse), considera che si tratti di uno sviluppo fondamentale per sostenere le piccole e medie imprese nel realizzare investimenti e nell’eseguire ricerche orientate alle imprese stesse. Ritiene inoltre urgente creare un mercato globale, a livello della Ue, per il capitale di rischio, eliminando gli attuali ostacoli regolamentari e fiscali agli investimenti nelle piccole imprese più innovative in Europa. Dovrebbero poi essere introdotte misure che incoraggino la crescita e lo sviluppo delle Pmi, quali la semplificazione degli obblighi in materia di notificazione e la concessione di deroghe.

L’industria nella Ue contribuisce a oltre l’80% della spesa del settore privato in ricerca e sviluppo e i prodotti innovativi che essa genera rappresentano circa il 73% delle esportazioni, rafforzando notevolmente il suo vantaggio competitivo. Rispetto però ad altre regioni quali gli Stati Uniti o l’Asia, nella Ue l’industria è ancora relativamente lenta nell’adattarsi all’evoluzione del mercato e ai nuovi sviluppi tecnologici, «a causa di una pesante regolamentazione del mercato». Pertanto suggerisce di sfruttare appieno i programmi di finanziamento comunitari, quali il Settimo programma quadro di ricerca e il programma quadro per la competitività e l’innovazione, nonché l’Istituto europeo per l’innovazione e la tecnologia.

Lo sviluppo delle zone industriali, comprese quelle extraurbane, «è strettamente connesso alla presenza di un’infrastruttura di trasporto efficiente a livello europeo». Gli Stati membri dovrebbero essere posti in condizione di accedere ai fondi di sviluppo regionale al fine di creare parchi industriali e tecnologici nelle zone rurali limitrofe agli agglomerati urbani. Secondo i deputati, è poi necessario uno sviluppo «sostenibile ed equilibrato» in tutta la Ue, sia dal punto di vista geografico sia in relazione alle dimensioni dei progetti. Questo rappresenterebbe l’unico modo per stimolare lo sviluppo dell’industria nella Ue e offrire nuove possibilità per la creazione di posti di lavoro.