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Con Cisco il medico visita in telepresence

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

HealthPresence, il progetto di medicina remota realizzato da Cisco e  che sfrutta Telepresence e Unified Communications, arriverà in Italia dopo l’estate. Sempre che la diffusione della banda larga lo renda effettivamente agibile. Ne parliamo con Stefano Venturi e David Bevilacqua

Che la Sanità fosse per Cisco un mercato interessante Stefano Venturi lo aveva già dichiarato lo scorso settembre, quando da responsabile delle attività in Italia aveva assunto la carica di vice president Public Sector di Cisco Europa, che lo espone con le principali Pubbliche amministrazioni su temi scottanti quali l’education, la sanità (appunto), il ridisegno della mobilità nella grandi aeree urbane.

Oggi Cisco, in occasione dell’Healthcare Industry Day, presenta a livello europeo la piattaforma tecnologia Cisco HealthPresence che permette ai pazienti di essere connessi a distanza con medici e operatori sanitari, attraverso l’utilizzo di due tecnologie sulle quali Cisco sta puntando da tempo: Cisco Telepresence e Cisco Unified Communications. “Grazie una tecnologia video ad alta definizione e a strumentazione medicale apposita, quali ad esempio stetoscopi o dermatoscopi digitali – precisa Venturi – , si rendono possibili una collaborazione e uno scambio di informazioni tra pazienti e specialisti in sedi diverse ma in tempo reale”.

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Stefano Venturi, vice president Public Sector di Cisco Europa

La piattaforma, sviluppata da Cisco con i vendor di dispositivi elettromedicali (tra cui AMD e General Electrics), in sintesi prevede una soluzione di telepresenza ad alta definizione, strumenti di diagnostica, un applicativo per gestire il flusso di lavoro. Collaudata con progetti pilota in Francia e in Scozia, sarà disponibile in Italia dopo l’estate, ma Cisco sta già definendo accordi con ospedali locali e la messa a punto di nuovi profili di partner per proporre le soluzione a enti, ospedali e ministero.

In Italia – spiegaDavid Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia e VP Cisco Europaabbiamo un buon primato di popolazione anziana e di bassa natalità, con un costo della sanità che pesa per il 9% sul prodotto interno lordo ma che avrà una incidenza del 16% nel 2025. L’impatto della spesa sanitaria tende a crescere e crediamo che l’ICT possa rispondere al contenimento dei costi”.

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David Bevilacqua, amministratore delegato di Cisco Italia e VP Cisco Europa

L’applicazione HealthPresence è pensata per potere agevolare l’accesso alle visite e ai consulti specialistici dagli ospedali di periferia, e può essere sia in modalità unidirezionale (un medico con un paziente) o multipla (più medici, più pazienti). Necessita di connessioni a 5 Mbit simmetriche per la parte video, più 1 Mbit per la parte applicativa.Ovviamente il paese deve dotarsi di una banda larga garantita – sostiene Bevilacqua – necessaria per abilitare questo tipo di servizio”.

Cisco farà lo screening medico dei propri dipendenti utilizzando questa applicazione, ma né Venturi né Bevilacqua si sbilanciano su una aspettativa di mercato, pur sottolineando fermamente le potenzialità future della soluzione.

E sul 2010 Bevilacqua, a ruota libera, aggiunge: “Per quanto riguarda il mercato italiano, dopo un difficile 2009, vediamo che gli investimenti in ICT sono ritornati centrali in molte aziende, e sono ripartiti alcuni progetti di collaboration e di virtualizzazione. Le figure che in azienda valutano questi acquisti sono cambiate nell’ultimo anno: un ruolo sempre più centrale è svolto dal direttore del personale, che giudica queste tecnologie una leva strategica per ottimizzare i costi. Nelle aziende c’è un ritorno anche del tema della sostenibilità, che sia era affievolito durante i due anni della crisi. Invece, i grandi progetti di virtualizzazione e di data center stano suscitando interesse ma hanno tempi di realizzazione più lunghi rispetto alla capacità di reagire delle pmi, che nonostante la ristrettezza del credito, hanno fatto vedere la propria capacità di reazione. Per ultima la PA: un settore più complicato, che investe ancora poco ma dimostra la voglia di innovare”. E su questo aspetto incalza Venturi: “Le PA sono gli attori dei prossimi sviluppi: laddove la PA sentirà la responsabilità di essere l’abilitatore della crescita, quel paese si svilupperà più velocemente degli altri. I Paesi che si svilupperanno saranno quelli in cui la PA innova facendo crescere set di servizi che abilitino la relazioni tra PA, imprese e cittadini”. Tra questi anche la Sanità.