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Cloud Computing: il potenziale di diffusione è alto, ma i budget sono ancora ridotti

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I risultati della seconda edizione della ricerca Nextvalue sullo stato del Cloud Computing in Italia . I principali vantaggi dell’implementazione del Cloud Computing. I principali ostacoli all’implementazione di Cloud Computing

Nextvalue ha presentato i risultati della ricerca “Cloud Computing un anno dopo. CIO Italiani e CIO Europei a confronto”. La ricerca ha messo a confronto i risultati attuali con quelli rilevati un anno fa da Nextvalue nella prima ricerca condotta in Italia sul Cloud Computing.
Per l’Italia, Nextvalue ha preso in esame un panel di 100 Chief Information Officer (CIO) di medio-grandi . In questo particolare momento, i CIO italiani subiscono fortemente il fascino del Web 2.0 (business network e social media) che viene indicato dal 44% degli intervistati come la tecnologia considerata più strategica per i prossimi 12 mesi. Segue la Virtualizzazione (42%) e al terzo posto il Cloud Computing (41%). Solo il 16% degli intervistati ha dichiarato di muoversi nella direzione del cloud .
La mancanza di budget rappresenta il motivo per cui ben l’84% dei CIO intervistati non ha intrapreso alcun progetto cloud o non ne prevede lo sviluppo nei prossimi 12 mesi. Il quadro delle risposte si ribalta quando si indaga l’opinione che gli intervistati hanno sul potenziale futuro del Cloud Computing: il 41% ritiene che possa avere uno sviluppo diffuso in azienda (a fronte del 12% registrato nel 2009), mentre solo il 18% del panel afferma che il Cloud Computing non ha possibilità di crescita a livello aziendale. Alla domanda se l’offerta Cloud attualmente disponibile sul mercato sia matura, il 33% del panel italiano si dichiara ottimista, mentre solo un 16% ritiene che ci sia ancora molto da lavorare (a differenza del 38% registrato l’anno scorso).

La maggior parte dei CIO italiani intervistati (57%) ritiene che la riduzione dei costi dell’infrastruttura hardware sia il principale elemento propulsivo all’adozione del Cloud Computing in ambito aziendale, segue la scalabilità della domanda (22%) e la frequenza di aggiornamento del software (14%). molto importanti altri fattori come la riduzione del costo del personale IT e dei costi amministrativi è segnalato solo dall’8% degli intervistati. Un trend che emerge con chiarezza in Italia è un aumento di consapevolezza dei benefici possibili del Cloud Computing.
Una più precisa valutazione del ROI (Return on Investment) rappresenta il principale vantaggio sottolineato dal 52% del campione italiano (contro il 9% nel 2009), a cui segue la riduzione e la variabilità dei costi correlati al software, alle infrastrutture e al personale (42% a differenza dell’80% rilevato nel 2009). Gli altri vantaggi individuati sono connessi ad una maggiore elasticità operativa (33%), all’automazione degli aggiornamenti (18%), alla sicurezza del servizio in termini di integrità e salvaguardia del dato (11%). Per gli altri paesi europei, invece, la possibilità di avvalersi di una gestione operativa più flessibile rappresenta quasi in assoluto il principale beneficio (81%) e, in seconda battuta, figurano il calo e la variabilità dei costi (71%). Seguono le competenze riconosciute del fornitore (22%) e una precisa valutazione del ROI di progetto (19%).