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Brevetti software in Europa

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Bocciati dal Parlamento Europeo, dopo un lungo scontro tra favorevoli e contrari, i brevetti sui programmi informatici tornano in agenda a Bruxelles per un accordo commerciale Usa-Ue

Un accordo tra Stati Uniti e Unione europea resuscita i brevetti software in area Ue. Il Parlamento Europeo aveva bocciato la brevettablità del software
ne 2005. Inoltre nel 2006 la direttiva sul brevetto unico comunitario, l’European Patent Office (Epo), aveva promesso di escludere la brevettabilità dei software, prendendo atto del rifiuto dei brevetti sul software espresso solo un anno prima dal Parlamento europeo. Anche Brasile, India e Cina hanno chiesto a Wipo (World Intellectual Property Organization) una minore aggressività nel sistema brevetti.

Ma i brevetti, buttati fuori dalla porta principale della Ue, dopo una lunga lotta tra i contrari di NoPatents software e i favorevoli, si ripresentano alla
finestra: a un incontro del Consiglio Economico Transatlantico (Tec) per migliorare la cooperazione nel commercio tra Usa e Ue, i brevetti software tornano in agenda in Europa. L’accordo bilaterale avrebbe come obiettivo il miglioramento “dell’efficienza e dell’efficacia del sistema dei brevetti a livello globale per promuovere l’innovazione, l’occupazione e la competitività e la ricerca del progresso nell’armonizzazione di differenti regimi di brevetti“.
Gli Usa, tramite il Transatlantic Economic Council (TEC), vogliono portare la Ue ad aderire alla brevettabilità del software, per poi fare pressione sul resto del mondo.
La proposta ora dovrebbe essere sul tavolo anche di un Gruppo di Lavoro all’interno del Consiglio dei Ministri Europeo.

La Ffii (Foundation For a Free Information Infrastructure), che aveva guidato il fronte del no ai brevetti software, lancia l’allarme: “Dal momento che non c’è un diritto sostanziale sui brevetti nell’Unione Europea, è piuttosto sciocco discutere un trattato bilaterale sui brevetti con gli Stati Uniti. E’ come un cieco che guida un sordo“.