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Assinform: il rapporto 2010, la congiuntura e le richieste del mondo Ict

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Angelucci (Assinform): l’Ict è il quarto settore industriale. Dobbiamo investire per crescere

Viene presentato a Milano e in teleconferenza il Rapporto Assinform 2010 , il 41.mo della serie . E nel contempo vengono messi a confronto i dati del rapporto con quelli delle più recenti indagini congiunturali tra i associati Assinform. Componendo poi il quadro con quanto di recente riferito da Assintel per il settore software e servizi ne emerge la sintesi fatta da Paolo Angelucci, presidente di Assinform nell’introdurre i lavori del tradizionale convegno di presentazione:si tratta di un “rapporto difficile” per il quarto settore industriale italiano. E’ un settore che fa un uso molto intenso di capitale umano per generare i suoi prodotti e con un capitale umano di qualità ( il 30% degli addetti all’Ict sono laureati).

Angelucci conferma i dati italiani già esposti da Eweekeurope.it: Ict -4,2%, It -8,1%, Tlc -2,3% . Ma con qualche timida correzione congiunturale alla fine del primo trimestre. “Segno ancora negativo per l’It con – 2,9% , ma rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso si tratta di un recupero di 4 punti percentuali. La risalita determinata da investimenti IT delle imprese, soprattutto le medie, in nuovi progetti. Occupazione, credito e PA, le aree più deboli”.

Sul fronte occupazionale per gli addetti del settore Ict la situazione si sta stabilizzando. L’analisi congiunturale tra gli associati indica che per il 70% delle imprese si prevede il mantenimento dell’attuale situazione occupazionale. Meno bene per i consulenti esterni già colpiti come parte debole della filiera Ict.

Tornando all’anno passato il rapporto propone un settore in cui le telecomunicazioni hanno ceduto e solo le imprese medie e grandi non hanno bloccato i loro investimenti lo scorso anno. Anzi secondo Assinform il 60% dei CIO dichiara di avere disponibilità di budget per investire in nuovi progetti, mentre manca una reazione di disponibilità proprio dal mondo dell’offerta Ict. Preannunciando la necessità di consolidamento e rafforzamento in conto capitale delle industrie del settore , Angelucci , pur a fronte del taglio previsto della spesa di parte governativa , dichiara : “ Lo Stato non può rinunciare al ruolo di fattore di stimolo della crescita, che oggi significa mettere al centro della politica economica il sostegno all’innovazione. Su questo fronte è fondamentale poter contare su tempi rapidi e impegni certi per programmi come Industria 2015 per l’It, come i progetti per l’e-government e per l’ infrastrutturazione digitale del Paese”.

Un investimento in R&D di 200 milioni di euro potrebbe portare alla realizzazione di 5 mila posti di lavoro in due anni: “Dobbiamo investire per crescere”.

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