EnterpriseProgettiPubblica Amministrazione

Angelucci (Assinform), l’ottimismo nel nostro Paese è tutto ridimensionato

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l’evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

La ripresa è più lontana, l’IT italiana fa segnare un brutto -1,3%. Vanificato l’ottimismo di inizio anno. Calano sensibilmente le TLC. E’ questo il clima in cui si inseriscono i programmi delle Agende Digitali

L‘IT è il quarto settore industriale italiano per importanza, con i suoi 390.000 addetti e circa 100.000 imprese. A inizio 2011 sembrava uscire finalmente da un biennio più che negativo. Per questo pesano ancora di più gli ottimismi ora ridimensionati sull’andamento degli ordini e sulle previsioni di budget alla voce “Nuove Iniziative”, in un confronto tra i dati di Febbraio e Aprile 2011. Paolo Angelucci, presidente Assinform, parte dalle cifre del rapporto per condividere una survey Assinform/Netconsulting. Sul rapporto Angelucci sintetizza:Nel 2010 il mercato IT in Italia è decresciuto del 1,4% e le Tlc del 3%; il primo trimestre di quest’anno conferma un -1,3% con un calo forte delle Tlc (-4,2%)”.

E’ invece la survey Assinform/Netconsulting riguardo l’andamento congiunturale che preoccupa di più Angelucci. Si tratta dell’analisi, chiusa a Maggio 2011, su un panel composto da 49 aziende che insieme rappresentano però oltre 4 miliardi di euro di fatturato, circa il 20% su tutto il mercato italiano. E Angelucci la sintetizza così: “Da un clima di profonda positività, la migliore delle ultime dieci elaborazioni, nell’ultima rilevazione si registra un sensibile mutamento di umori. Da una percentuale di ottimisti superiore all’80% riguardo l’andamento degli ordinativi, si è scesi ad Aprile a un modesto 53%”.

Una certa euforia di inizio anno ha lasciato il campo alla prudenza per un’evidente rivalutazione al ribasso delle prospettive di crescita, soprattutto nelle piccole aziende, che soffrono di più. Nelle grandi imprese, mentre a inizio anno il 100% delle aziende prevedeva un netto miglioramento, ad aprile la percentuale è dimezzata.
Angelucci si affretta a spiegare che non sono dati negativi assoluti, ma che“c’è sicuramente un ridimensionamento delle aspettative”. Il ‘sentiment’ sulle previsioni di spesa corrente resta costante ma, per lo sviluppo dei nuovi progetti, all’interno del panel le cifre su quali siano le intenzioni di investimento parlano chiaro e sono al ribasso. Angelucci chiude il capitolo: “Siamo tornati indietro di quindici mesi. E’ come se il clima di ‘nebulosità’ finanziaria e politica abbia rimesso le imprese alla finestra, ad aspettare”.

Ed è questa pertanto l’aria che accompagna lo sviluppo dell’Agenda Digitale Italiana.

Angelucci: “Il primo obiettivo che abbiamo è l’Agenda UE 2020. In Agenda i punti di verifica sono quasi tutti quantitativi e invece noi riteniamo che siano necessari anche obiettivi qualitativi. Uno dei mezzi con cui pensiamo di incidere è la neonata Confindustria Digitale, la nuova federazione di Confindustria composta inizialmente da Asstel, Anitech (ex Anie), Assinform e AIP. L’obiettivo è delineare e portare all’attenzione degli stakeholder centrali e periferici i problemi e le opportunità dell’adozione di un’Agenda Digitale”.  L’ICT italiana  – secondo Angelucci – va avanti per fortuna in “modalità carsica”, quasi in maniera spontanea. Come è accaduto per la penetrazione del mobile. Ma questo non vuol dire rinunciare ad agire, anzi. Servono consapevolezza della situazione, regole certe, e procedere per singole azioni concrete: l’efficienza dei servizi pubblici, l’innovazione nelle Imprese e le infrastrutture avanzate. Il presidente Assinform insiste: “Alle imprese serve l’accesso semplificato ai servizi e bisogna portare i cittadini a uno switch-off forzato dalla carta verso i servizi online”.

Per l’Innovazione nelle imprese, Assinform chiede che venga rafforzato il concetto di utilizzo del Credito d’Imposta, come misura coerente e costante, perché il Credito di Imposta automatico è l’unico fattore che garantisce il rispetto dei tempi nell’innovazione. Allo stesso tempo si richiamano gli attori a fare sistema con le grandi filiere produttive anche all’estero, utilizzando l’IT come collante tra esse, e alle Telco si chiede banda sufficiente, soprattutto in quei distretti dove è indispensabile avere reti ad alta velocità in fibra.
Non basterà poi riempire le Agende Digitali di programmi,  se non si allineano le singole Agende regionali. Copiare, migliorando, in linea con l’Agenda Digitale del Paese, è il primo passaggio. Tenendo conto che intanto il Paese si sta ‘strutturando’ con i suoi 430mila tablet venduti nel 2010, che saranno un milione a fine 2011; con la crescita degli utenti mobile del 44% e del mobile advertising del 14% (allineata a quella dell’e-commerce); con il cloud che crescerà del 50% ogni anno da qui al 2013.

In un clima di incertezza, anche le previsioni si fanno incerte e Angelucci in accordo con Capitani (AD di NetConsulting) per la prima volta offre un doppio prospetto finale dell’andamento del mercato ICT in Italia che nella versione più pessimistica fa segnare un -4,5% tra 2010 e 2011E (-5,8% per le TLC e -0,8 per l’IT) e in quella più ottimistica -0,1% (-0,6% per TLC e +1,3% per IT). Sempre di segno ‘meno’ si tratta, e poco rincuora il messaggio finale, quasi un’invocazione ricorrente, negli ultimi anni: “Né ottimisti, né pessimisti, ma innovatori”.