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Angelucci (Assinform 2010): “Il 2009 anno orribile per il mercato Ict”

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Dopo -8,1% per l’IT nel 2009, nel 2010 il calo sarà ancora pesante, del 3,1% in Italia. Calma piatta per le Tlc e per la prima volta la telefonia mobile fa segnare la decrescita nel nostro Paese. Circa 10.000 posti di lavoro persi, si prevede di perderne altri 8.000 quest’anno. Le anticipazioni del Rapporto Assinform 2010

Mentre il Pil italiano sprofondava nel 2009 a -5% (mentre Cina e India volavano, rispettivamente, dell’8,7% e del 7,2% e gli Usa calavano del -2,4%), il mercato mondiale dell’Ict scendeva dell’1,5% a quota 2,968 miliardi di euro (contro la precedente crescita del 4,4%).

Il 2009 va, dunque, archiviato secondo il Rapporto Assinform 2010 non solo come un anno di recessione e di gelo per l’Ict ma, secondo Capitani, Amministratore Delegato di NetConsulting, come “il peggiore degli ultimi cinquanta anni” per il presidente di Assinform Angelucci come “L’annus horribilis per il mercato mondiale dell’Ict, mentre l’Italia accumula ritardi sempre più gravi”. Anche le vendite mondiali di cellulari sono calate del 3,5%, mentre in controtendenza sono risultati tre mercati, sempre a livello globale: la telefonia mobile (salita da 3,98 del 2008 a 4,58 miliardi di utenti nel 2009), il mercato degli utenti Internet (in crescita da 1,55 a 1,8 miliardi di utenti), il mercato della banda larga (in ascesa da 414 a 462 milioni).

Ancora una volta è cresciuto – e questo è il dato allarmante – il gap tra l’Italia e il resto del mondo: complessivamente il mercato nazionale dell’ICT è calato del 4,2% scendendo a un valore di 61.771 milioni di euro, contro un calo dell’1,5% a livello mondiale: l‘IT italiana è calata dell’8,1%, le TLC del 2,3%. E Angelucci, Presidente Assinform, sottolinea con gravità questo punto: “L’Italia ancora una volta soffre di tassi di sviluppo disallineati da quelli degli altri Paesi europei. Quando l’Europa cresce, il Paese cresce meno degli altri e, quando la crescita è negativa ne risente di più, in questo comparto”. Ancora più incisivo Capitani quando entra nel dettaglio del panorama delle telecomunicazioni: “Sono venuti a mancare, nel nostro Paese, tre pilastri fondamentali: la telefonia mobile – per la prima volta nel nostro paese con un segno negativo (-1,5%); il segmento consumer – con un calo che si spiega con le continue rinegoziazioni tariffarie; le perdite significative non solo dei servizi nella parte fissa, ma anche in quella mobile.

E mentre da noi l’IT ha registrato un crollo dell’8,1%, in Europa il calo è stato forte ma più contenuto (-5,4%). La caduta verticale dell’IT italiana è tra le peggiori al mondo, superata solo dal Giappone a -8,7% e dalla Spagna a -9.1%. Capitani evidenzia come “l’IT italiano nel 2009 ha perso peso significativamente anche rispetto al PIL, un fenomeno che non si registrava dal 2004″.

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Paolo Angelucci, Presidente Assinform

Nel mercato IT, nel biennio 2007-2009, la doccia fredda è stata subìta dall’hardware a -14,8% (4,87 miliardi di euro). Seguono i servizi in calo del 6,5% (8,75 miliardi di euro). In declino del 3,6% è il software (4,30 miliardi di euro). In flessione del 5% è l’assistenza (755 milioni di euro).

Vediamo gli andamenti in ogni segmento di mercato.

L’hardware ha registrato il crollo delle workstation (-66,7%), dei mainframe e dei server (-24,6%); il mercato Pc ha visto un calo del 12,9%, mentre il mercato stampanti del 25,9%. Nel mercato Pc, il segno positivo è stato registrato solo dai notebook in crescita del 10,1% (4,93 miliardi), mentre i desktop sono calati del 16.7%.

Il segmento consumer del mercato Pc ha fatto la parte del leone con un incremento del 5,7%. In declino dell’1,9% è stato invece il segmento business. Anche il mercato Tlc ha registrato segni negativi: il fisso in declino del 3,3%, il mobile in calo dell’1,5%. Ha tenuto la clientela consumer (in lieve arretramento dello 0,3%), mentre la clientela business è arretrata del 4,1%.

In controtendenza, anche in Italia, è il mercato della banda larga: in crescita del 9,2% (Fibra ottica a +5,7%; xDsl a 9,3%).
Ma l’Italia rimane indietro per la penetrazione del broadband: pur crescendo dal 31% del 2008 al 39% del 2009, l’Italia è lontana dal 69% del Regno Unito, dal 65% della Germania, dal 57% della Francia e anche dal 51% delle famiglie spagnole connesse in banda larga.