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Accordo Aica-Fapi per la formazione Ict

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L’intesa permetterà alle Pmi di disporre di precisi riferimenti cui proporre e presentare i piani di finanziamenti per far conseguire ai propri dipendenti le certificazioni europee

Aumentare il sapere dei lavoratori nonché la competitività dell’impresa. Sono questi, in estrema sintesi, gli obbiettivi citati da Roberto Pettenello, vicepresidente Fapi, Fondo paritetico Interprofessionale per la formazione continua nelle Pmi (associazione costituita da Confai, Cgil, Cisl, Uil), per descrivere le finalità dell’accordo firmato nei giorni scorsi tra l’Aica, l’Associazione Italiana per L’Informatica e il Calcolo Automatico e la stessa Fapi.

A seguito di quest’accordo, sarà più facile per le piccole e medie imprese che aderiscono al Fondo chiedere finanziamenti per progetti di formazione continua che riguardino la riconoscibilità delle spese volte a far conseguire ai propri dipendenti le certificazioni europee di abilità e competenze Ict (Patente del Computer Ecdl per i comuni utilizzatori ed Eucp per chi lavora come specialista informatico). “Il Gap strutturale dell’Italia nell’utilizzo di tecnologie informatiche – ha precisato Bruno Lamborghini, presidente Aica – non si va riducendo, anzi direi piuttosto che sta aumentando. Quindi occorre rilasciare una cultura dello sviluppo basato sull’impiego diffuso delle innovazioni tecnologie”.

In Italia si stima ci siano circa 10 milioni di utenti di informatica all’interno della forza lavoro attiva, la maggior parte dei quali opera in ambito Pmi. E secondo uno studio Aica-Bocconi, nel nostro Paese si perdono ogni anno 15,6 miliardi di euro proprio a causa della scarsa familiarità di molti di tali utenti con le tecnologie informatiche. In questo senso, investire anche solo poche centinaia di euro a persona per la formazione in azienda potrebbe portare a guadagni di efficienza pari a 2 miliardi di euro.