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Mercato digitale e Cio: Enel e Snam confermano la trasformazione

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Una ricerca di Tig mostra come il mercato digitale crescerà quest’anno del +1,9%. La digital transformation non è solo a parole. I Cio di Enel e Snam la raccontano in due videointerviste

Più della metà delle aziende italiane ritiene cha la trasformazione digitale non si faccia solo per essere più produttivi o efficienti, ma per innovare un modello di business, spesso ridisegnando IT al proprio interno e l’approccio con i propri clienti in termini di customer experience. E’ questo uno dei temi dibattuti durante il convegno The Enterprise Digital Forum, tenutosi a Milano e in procinto di replicarsi a Roma nel mese di maggio, che partendo da alcuni dati di una ricerca condotta da The Innovation Group (Tig), ha sottolineato come il digitale sia un driver per l’innovazione.

Un mercato in crescita del +1,9%

I casi presentati nel corso della giornata, soprattutto dai Cio intervenuti, mettono in evidenza sfide e complessità di questo cambiamento. Cambiamento che si colloca all’intero di un mercato digitale che vede le aziende italiane investire complessivamente in tecnologia 68,4 miliardi di euro nel 2015, cifra che dovrebbe salire del + 1,9% nel 2016  portandosi a 69,7 miliardi di euro. Un piccolo incremento ma che secondo Tig salirà, anno dopo anno, fino a prevedere un mercato digitale dal valore di 75 miliardi di euro nel 2020, dove le componenti IT e TLC tradizionale saranno destinate a scemare (vedi istogramma) a vantaggio del mercato digitale, il New Digital Technologies (NDT).tig2

Infatti i dati negativi del mercato IT tradizionale (-6,8% nel 2013,  -3,6% nel 2104, -4,9% nel 2015)  sono più che bilanciati dalla crescita del mercato NDT pari a +9% nel 2015. Quindi nel complesso il mercato delle tecnologie IT e NDT cresce del + 1,9% nel 2015 per un valore pari a 31,9 miliardi di euro, destinato a diventare 38,4 miliardi di euro nel 2020.  “I principali investimenti nelle tecnologie cloud, mobile, analytics e big data mostrano come le aziende siano alla ricerca di strumenti in grado di garantire agilità al business, cambiando le risposte che dell’IT tradizionale” precisa nella videointervista Ezio Viola, amministratore delegato di Tig.

tig 1Complessivamente nel 2015 il dato aggregato di tecnologie Smac (social, mobile, analytics e cloud) ha portato a un giro d’affari di 1.774 miliardi di euro in Italia, destinati a crescere fino a 3.234 miliardi nel 2018.  Ma non c’è dubbio che il fatto che siamo di fronte a un mercato ICT divergente, tra IT e NDT, sia per crescita sia per dimensioni sottolinea quanto ancora l’IT sia bimodale: esiste una ICT utilizzata per la trasformazione digitale ma nello stesso tempo continua ad esserci una ICT finalizzata al mantenimento dell’esistente. “C’è un approccio frammentato tra i diversi attori del mercato e spesso la necessità di accelerare il processo di innovazione è più visto dagli uomini di business che dall’IT” precisa, ma non i tutti le realtà aziendali.

Enel, strategia di Open Innovation

Guardando ad alcuni casi utenti, i processi di trasformazione dell’IT sono stati non solo avviati ma hanno anche già portato i primi significativi cambiamenti in azienda. Uno è il caso di Enel, un gruppo che ha inaugurato una anno e mezzo fa una strategia definita di  Open Innovation, con un Chief Innovation Officer che lavora a stretto contatto con un Comitato di innovazione, per catturare informazioni provenienti dall’esterno, dalle università, dal mondo della ricerca, dalle piattaforme di condivisione di idee. Un approccio dove anche l’IT siede al tavolo del business, non come “servitore” di tecnologia o di servizi ma come elemento che discute di nuovi modelli a valore. “Nella digitalizzazione l’IT è business – precisa Carlo Bozzoli, head of global Ict in Enel, nella  videointervista così come il cloud è un abilitatore per cambiare la mappa applicativa”. Il cambiamento in corso prevede la ricerca di talenti nella stessa azienda che possono poi essere posizionati nel management di cui va cambiato l’approccio culturale.

Snam, la mobilità spinge nuove progetti

Stesso energia messa nei progetti realizzati in Snam, che ha iniziato un percorso di digital trasformation significativo nel 2012, come Gloria Gazzano, Cio di Snam, precisa nella videointervista. “Siamo a un punto significativo dopo aver iniziato a costruire le basi dell’infrastruttura, consolidando i data center, creando un sito di disaster recovery, garantendo la business continuity dei processi” avviando anche progetti legati alla mobilità e alla fruizione di documenti in modo dematerializzato.

Non mancano progetti analoghi (sui quali torneremo in un ultreriore articolo) da parte Massimo Tessitore (Intesa SanPaolo), Luciano Guglielmi (Gruppo Mondadori), Giovanni Niero (Illy Caffè), Cerza (Poste Italiane). L’obiettivo di tutti è elevare la tecnologia a strumento di business.