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Fujitsu è sempre più Human centric innovation

Federico Francini, AD Fujitsu
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Federico Francini, presidente e amministratore delegato di Fujitsu Italia, ha aperto l’edizione 2015 del Fujitsu World Tour dicendo che “Le Human centric innovation possono sconvolgere la possibilità di fare business: operiamo in modo tale per cui il dato digitale e quello fisico convergano verso un mondo iperconnesso”

Il concetto di Human centric innovation ritorna, con un anno in più, e con qualche certezza in più rispetto a un anno fa. Federico Francini, presidente e amministratore delegato di Fujitsu Italia, ha aperto l’edizione 2015 del Fujitsu World Tour dicendo che “Le Human centric innovation possono sconvolgere la possibilità di fare business: la dinamica di incremento delle interazioni, di attraversamento dei confini territoriali, ci consentono di trovarci di fronte ad una realtà aumentata e operiamo in modo tale per cui il dato digitale e quello fisico convergano verso un mondo iperconnesso. Fujitsu World Tour è una vetrina, una giornata di ispirazione attraverso la nostra visione che è fondata sulla volontà di creare una Human centric society”, spiega Francini.

Federico Francini, AD Fujitsu
Federico Francini, AD Fujitsu

La visione Human Centric

L’evento Fujitsu è itinerante in 23 paesi, quelli nei quali la società ha una presenza rilevante. Era il 2014, ma potremmo benissimo fare qualche passo ancora più indietro, quando Fujitsu durante il World Tour 2014 spiegò la sua visione, quella di Human Centric Vision Society. Due i temi forti dell’intervento di Francini del 2014: da un lato la scelta a tutto campo, dagli endpoint fino ai sistemi mission critical e HPC, dell’architettura X86 di Intel e dall’altro quella che Francini ha chiamato “la nuova ingegneria del dato che trova le sue ragioni nello sviluppo previsto dell’Internet degli Oggetti (IoT) e, dalle previsioni si parla di oltre 50 miliardi di dispositivi connessi già nel 2012 che costruiranno la nuova rivoluzione industriale”, di fatto sia per Fujitsu sia per Intel . “Per migliorare il modo di vivere e di lavorare del persone”, le soluzioni IT del futuro che assecondano la trasformazione digitale dovranno essere aperte”.

Da sinistra Federico Francini (Fujitsu) e Carmine Stragapede (Intel)
Da sinistra Federico Francini (Fujitsu) e Carmine Stragapede (Intel)

L’apporto di Intel

I sistemi ingegnerizzati su piattaforma Intel sono privi di vincoli di scelta per i clienti. Le necessità di business cambiano velocemente” e le organizzazioni non devono avere vincoli al loro sviluppo. Intel sigla un sodalizio storico con Fujitsu e, ora più che mai, conferma è l’intervento di Carmine Stragapede, direttore generale di Intel Italia che ha parlato sia dell’importanza del data center sia degli investimenti che Fujitsu sta facendo all’innovazione. Ma è tutto in fermento il settore economico. Stragapede ricorda l’Italia manifatturiera “l’Internet delle cose non è solo una parola chiave ai fini del business ma rappresenta la trasformazione dell’industria. Da economia di possesso siamo passati a economia di condivisione”.

Il ruolo di Fujitsu

Francini ricorda che Fujitsu ha 80 anni e mantenere questo ruolo, anche nell’ict, è importante. “Fujitsu ha un’imponente struttura di capability, abbiamo oltre 100 data center world wide, abbiamo investito in Italia in un private data center per rispondere meglio ai clienti pubblici e privati: nove global delivery center, un global delivery management office, gestiamo più di 20 mila server”. Durante l’evento, Fujitsu ha annunciato la creazione di un nuovo centro di ricerca e sviluppo basato in Europa (Madrid). L’investimento iniziale è di circa 5 milioni di euro ed è a supporto di una vasta gamma di attività di ricerca e innovazione. Con questa operazione, Fujitsu Laboratories of Europe vuole mettere a disposizione dei clienti, le proprie competenze nella ricerca e nell’innovazione. Il modello di sviluppo che Fujitsu Laboratories of Europe Ltd. vuole implementare è quello di incentivare importanti collaborazioni con istituzioni di primo piano ed organizzazioni governative locali, con l’obiettivo di cogliere al meglio le specifiche esigenze dei clienti di una determinata area geografica; ciò permetterà di offrire le soluzioni più adatte al contesto in cui i clienti sono chiamati ad operare e, di conseguenza, di accelerare il processo di trasformazione e di innovazione delle aziende.

E il canale? Quali novità?

Fujitsu ha annunciato ad aprile scorso il rinnovo del programma di canale e oggi, durante il Fujitsu World Tour 2015 a Milano, Emanuele Baldi, Channel sales director, ci tiene a ribadire un concetto chiave: “non collezioniamo gli ordini dei dealer ma la partnership relazionale, fornendo consulenza al partner e viceversa e il nostro modello punta ad avere account manager che siano presales tecnologicamente preparati”.Digitalization _ Fujitsu

Fujitsu, che punta a raggiungere l’80% del suo fatturato attraverso il canale, su scala globale, ha distinto in due distinti livelli di partnership: i select partner e i select expert e proprio su queste due realtà si aprono le novità annunciate durante l’evento. “Grande successo per la soluzione Evo: Rail e di cloud for you, ossia una delle prime implementazioni cloud sul canale, non come posizionamento marketing, ma come struttura. Si tratta di un virtual data center che forniamo al partner, gestiamo noi ma il partner può farlo proprio per il proprio cliente: è come se il rivenditore avesse il proprio cloud. Tre location ospitano il cloud italiano, costruiamo l’infrastruttura ma non la vendiamo direttamente attraverso il dealer, costruiamo sul cloud dei virtual data center che forniamo ai partner: a questo punto ogni partner ha un piccolo suo cloud”, spiega Baldi.

Un’altra novità di casa Fujitsu, o meglio un ritocco ad un programma lanciato un poaio di anni fa è il programma ByoR (Bring your own result). Il programma, rivolto espressamente ai partner Expert mette loro a disposizione risorse e competenze esterne in ambito sales & marketing, che aiutino le aziende a decidere interventi mirati alla crescita.

Attraverso una società di consulenza mettiamo a disposizione dei partner competenze a livello aziendali per il loro rafforzamento aziendale perché non ci fa paura la competition sui nostri partner, da parte dei nostri competitor,  ma facciamo investimenti sulle aziende perché crediamo in loro. La novità – continua Baldi – si chiama Oceano blu e va in parallelo con la proposizione di soluzioni verticali e appliances: la massima da cui partiamo è che fare questo investimento ci aiuta a battere la competition. Facciamo ancora coaching, ossia formazione ai partner expert per aiutarli a capire come posizionarsi sul mercato per differenziarsi”. A oggi sono circa 80 i partner expert di cui circa la metà ha aderito al programma ByoR.
Nel 2014 i partner hanno avuto risultati positivo sulle aree verticale: su Sap Hana siamo stati i primi, poi siamo cresciuti nello sotrage, abbiamo venduto Evo Rail sul canale. Abbiamo tre distributori Esprinet, Compute Gross e Ingram Micro, dedicati ai servizi professionali e ai prodotti e Digitronica Solution che gestisce la manutenzione dei nostri partner”, conclude Baldi.