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Build 2016 – Microsoft sceglie una via ardita, i frutti si vedranno

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Build 2016 porta al centro della strategia di Microsoft Conversations As a Platform. Redmond punta su AI e Cortana. Azure cresce, Windows 10 Mobile resta dietro le quinte. Una lettura della strategia di Nadella

Build 2016 ben rappresenta il cantiere aperto che oggi forse è l’immagine che meglio rappresenta Microsoft, nell’era di Windows 10 e del cloud computing. Sulla scorta dei tre pilastri oramai storici (possiamo definirli così), e cioè Windows, Office 365 e Azure, proprio Fabio Santini che guida la Divisione Developer Experience & Evangelism di Microsoft in Italia, sottolinea lo spostamento della frontiera in avanti rappresentata da Conversations as a platform.

Conversations as a platform

Nel suo significato più pratico significa l’introduzione – meglio – i passi in avanti per fare in modo che il linguaggio umano come prossima modalità di relazionarsi con i sistemi di computing e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale come abilitatore di questa possibilità. La prossima frontiera quindi ha Cortana come madre naturale. Per questo Microsoft ha introdotto Bot Framework e Skype Bot per gli sviluppatori (i bot sono programmi/agenti in grado di consentire lo svolgimento di operazioni in modo naturale con le app, per esempio abilitando la chat come metodo di interazione) per questo ha pronte le API per i cosiddetti Cognitive Services.

Skype Bot
Skype Bot – Una delle applicazioni in ambito commercial prevede la possibilità di interagire in modo naturale per visualizzare nuove proposte commerciali su misura, formulando le proprie richieste in linguaggio naturale

Ora Cortana Intelligence Suite integra funzionalità di analisi da usare in ambito analytics, big data, machine learning, in modo che tutte le applicazioni siano in grado di apprendere dal mondo attorno, e dagli utenti che le usano, per meglio interagire con le persone. Microsoft ovviamente è pronta a implementare e a fare crescere i suoi tre storici pilastri in questa direzione.

E’ lecito quindi aspettarsi grandi cose da Windows 10 Anniversary Update e anche in ambito Office 365. Un embrione storico dell’intuizione per fare in modo che il software fosse amichevole e tentasse un rapporto ‘umano’ con l’utente, anni e anni fa era stato Clippy (la graffetta suggeritrice di funzionalità in Office) – era una semplice mini app che voleva dare suggerimenti gli utenti – non è paragonabile perché mancava quasi tutto: l’intelligenza, la capacità di apprendere, la capacità di ascoltare.

Build 2016, Windows aperto

Capacità di ascoltare che certo non manca invece a Satya Nadella che conferma di avere nel proprio DNA una grande apertura mentale: pensiamo che l’intelligenza della shell Bash nativa all’interno di Windows sia funzionale proprio a tenere agganciati gli sviluppatori con il più ampio spettro di strumenti per sviluppare bene, in modo rapido, come vogliono quello che vogliono. Sanno bene in Microsoft come Linux abbia giovato anche allo sviluppo delle loro soluzioni, ad Azure, e quanto sia di fatto già utilizzato proprio dai loro sviluppatori. In cosa si ripete invece Nadella? Si ripete quando afferma ancora una volta: ‘Non c’è mai un momento migliore di questo per sviluppare su Windows’.

Satya Nadella, Ceo di Microsoft
Satya Nadella, Ceo di Microsoft

E’ che il momento dura oramai da un paio d’anni e almeno in un ambito non è stato per nulla recepito. Microsoft sta ancora pagando cari i ritardi ad abbracciare questo approccio, sugli smartphone. L’acquisizione di Xamarin, per sviluppare app per iOs e Android, non è una novità di Build 2016, e nessuno può dire quale sarà lo scenario da qui anche solo a un semestre. Windows Universal Application Platform deve decollare. Questo è un passaggio chiave della strategia non solo mobile. Noi ci siamo così convinti che sia possibile che tutto funzioni anche se gli sviluppatori Microsoft si daranno da fare per portare tutte le app e gli strumenti Microsoft su Android e iOs, pazienza per gli smartphone Lumia.

Windows 10 Mobile non è prioritario

Se di Windows 10 Mobile pochissimo si parla a Build 2016, qualcosa significa, voci autorevoli sul Web riportano le dichiarazioni di Terry Myerson che spassionatamente spiega come gli smartphone con Windows 10 Mobile non siano priorità assoluta. E’ una sorta di de profundis, per altro da noi anticipato, conseguenza del fatto che gli sviluppatori non ci hanno creduto. Si intenda, questo significa al momento che gli smartphone restano parte del portafoglio con pari dignità rispetto ad altri prodotti, ma gli utenti Microsoft che fanno guadagnare realmente sono quelli dei tablet e dei pc e quelli che usano Android e iOs con le applicazioni Microsoft.

Non c’è motivo di investire quindi quello che non si è investito fino ad oggi, per recuperare un gap che sembra impossibile da recuperare. A livello di immagine pensiamo, al momento, che sia legittimo qualificare come fallimentare l’esperienza di Microsoft sugli smartphone, e non possiamo che condividere la profonda delusione di tutti gli utenti che per quasi cinque anni (dal 2011) hanno atteso un pieno allineamento delle app per smartphone sul proprio Lumia.

Windows Azure non delude

Lo sviluppo di app per il cloud e cross-platform potrebbe risultare tardivo comunque. E’ però vero che proprio dal cloud e da Azure arrivano i segnali di vitalità più convincente di Microsoft. I microservizi di Azure Service Fabric, le Functions, IoT Starter Kits, rappresentano strumenti agili che arricchiscono un’offerta che non vede Microsoft in ritardo. Azure, nella strategia di Microsoft che vede gli utenti interagire con le app in cloud, nella modalità che vogliamo chiamare “chatbot”, è la parte più promettente, quella più avanzata. Poggiare le proprie applicazioni in cloud su Azure, svilupparle in quell’ottica è già possibile ed è possibile farlo bene.

Redmond, se si lascia per un attimo da parte il focus su Windows e Office e Azure (per fortuna sono questi i pilastri) sembra davvero che si sia abituata a lavorare in ritardo. Sì perché anche l’enfasi sull’intelligenza artificiale, sull’interazione in linguaggio naturale con le macchine a ben vedere punta molto in alto, anticipando scenari futuri interessanti, ma parte da dove gli altri sono da tempo. Ibm con Watson, Apple e Google offrono oggi esperienze di integrazione concreta di informazioni e dati di buon livello; gli ultimi due (Apple e Google) hanno un bacino di possibilità di nutrire le proprie macchine di intelligenza (il modo più facile per farlo sarebbe proprio attraverso gli smartphone) che è potenzialmente più rilevante di quanto possa fare Cortana che impara da pc e tablet. Sì la strada di Microsoft è ardita, coraggiosa, e ancora molto in salita.