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Sony ufficializza il formato ODA Gen 2

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Con i supporti ODA Gen 2 il formato Optical Disc Archive raggiunge i 3,3 terabyte di capacità per singola cartuccia e Sony punta all’uso nei datacenter

CD e DVD scompaiono dai computer ma questo non vuol dire che le tecnologie di memorizzazione su dischi ottici non stiano andando avanti e che non possano trovare applicazioni di fascia nettamente più alta. Sony da un paio d’anni spinge il formato Optical Disc Archive sviluppato insieme a Panasonic e ora ha ufficializzato la sua seconda versione – ODA Gen 2 – basata su cartucce capaci di memorizzare ben 3,3 terabyte di informazioni con una longevità dichiarata di cento anni.

Il formato ODA è stato studiato soprattutto per le esigenze del mondo del video professionale e del broadcasting ma sta andando molto oltre. Inizialmente l’idea era sostituire i classici dischi esterni proponendosi come una tecnologia con una velocità di trasferimento dei dati paragonabile ma più affidabile, puntando sulla longevità del supporto e sulla costruzione della cartuccia (non esistono dischi ODA singoli) che non può essere aperta dall’utente. Ora l’aumento delle prestazioni e della capacità di Gen 2 fa puntare ODA anche ai datacenter.

oda gen 2
Una cartuccia ODA Gen 2 da 3,3 TB

In quanto evoluzione dell’Optical Disc Archive precedente, ODA Gen 2 resta una combinazione delle tecnologie Blu-ray con alcuni elementi della tecnologia XDCAM. I dati sono registrati su un supporto ottico analogo al Blu-ray ma con densità superiore e questa nuova versione prevede anche l’utilizzo di un numero doppio (otto invece di quattro) di laser di lettura/scrittura, anche per supportare la gestione dei flussi video 4K.

Ma Sony ora guarda più decisamente al mercato dei sistemi di memorizzazione di grandi quantità di dati, mercato in cui la tecnologia viene messa in contrapposizione con i sistemi tradizionali a nastro. Qui gioca un ruolo chiave la libreria automatizzata Everspan che l’azienda giapponese ha presentato qualche tempo fa: la sua capacità massima dichiarata era di 724 petabyte ma dovrebbe aumentare con l’utilizzo dei nuovi supporti Gen 2. Restano comunque disponibili le più semplici librerie automatizzate PetaSite nate con ODA.