Data storageStorage

Samsung SSD 860 Pro e 860 Evo, il meglio della tecnologia V-Nand alla portata di tutti

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

IN PROVA – Abbiamo messo alla prova le nuove proposte SSD di Samsung 860 Pro e Evo, nel taglio più comune, quello da 256/250 Gbyte. Il rapporto qualità prezzo della serie Evo è ottimale, una vera tentazione all’upgrade

A fine gennaio Samsung ha portato in commercio nuovi dischi SSD “all-purpose”, quindi più che adatti sia per gli utenti aziendali sia per il mercato consumer quando sono richieste prestazioni e affidabilità elevate. Si tratta delle unità Samsung 860 Pro e 860 Evo, con interfaccia Sata e dotate dell’oramai più che matura e collaudata tecnologia V-Nand a 64 livelli, con il controller Mjx a vantaggio di migliori performance ma non a scapito della qualità.

Quindi: velocità, prestazioni nel tempo, affidabilità e compatibilità sono il poker che ha guidato lo sviluppo dei nuovi prodotti che si collocano in diretta successione con le serie che li hanno preceduti, rispettivamente gli SSD 850 Pro e 850 Evo che si ricordano perché per la prima volta Samsung ha portato alla distribuzione consumer il meglio di V-Nand. 

L’arrivo di V-Nand (se ne parlò per la prima volta nel 2014) ha determinato nello sviluppo degli SSD la possibilità di superare i limiti dell’architettura orizzontale planare standard Nand grazie alla struttura verticiale.

Nel tempo Samsung ha superato ulteriormente il limite dei livelli (passando da 48 agli attuali 64), impilando strati di celle in verticale anziché riducendo lo spazio occupato dalle celle che comunicano grazie a un unico canale cilindrico che le attraversa.

Così grazie alla stratificazione verticale in pile 3D e sfruttando la tecnologia CTF che prevede uno strato non conduttivo di nitruro di silicio (attorno al control gate della cella), è possibile racchiudere temporaneamente le cariche e mantenere l’integrità delle celle a salvaguarda della corruzione dei dati in alcuni casi possibile per le interferenze tra cella e cella. 

Samsung SSD 860 Pro

 

I dischi, a 64 livelli, con fino 4 Gbyte di Dram mobile LPDDR4, prevedono l’utilizzo di celle di tipo MLC a 3 bit (quindi TLC), vantano – come preannunciato – anche un nuovo controller Mjx che consente una comunicazione più veloce con l’host e può gestire con disinvoltura le capacità di archiviazione delle workstation, ora con una compatibilità con il sistema Linux decisamente migliorata e con la possibilità di gestire DDR4 a basso consumo. La cache è ovviamente proporzionale al taglio del disco, secondo i dati riportati nella tabella qui sotto. 

 I dati di targa esprimono la possibilità con entrambe le serie di arriva a una velocità in lettura fino a 560 MByte al secondo e in scrittura fino a 530 Mbyte al secondo con un’affidabilità tale da consentire di portare la garanzia limitata fino a cinque anni secondo le specifiche qui sotto riportate (secondo i benchmark CrystalDiskMark v.5.0.2). Addirittura Samsung riporta la possibilità di sostenere il massimo della velocità di scrittura per un tempo fino a sei volte superiore rispetto al modello precedente, grazie alla tecnologia Intelligent TurboWrite.

Samsung 860 Evo e 860 Pro – Le specifiche

I nuovi SSD 860 Pro sono disponibili con capacità da 256 Gbyte fino ad addirittura 4 TB, nel form factor da 2,5 pollici consueto. I modelli 860 Evo invece nei tagli da 250 a 4 TB sia nel formato da 2,5 pollici per Pc e laptop, sia come mSata e M.2 per poter essere utilizzati anche sui dispositivi ultrasottili. Anche lo storage SSD è ora più che sostenibile dal punto di vista dei costi, perché il prezzo di partenza è di 114 euro per i modelli 860 Evo da 256 Gbyte (159,26 euro per 860 Pro). 

Abbiamo messo alla prova i nostri dischi (entrambi con il taglio 256/250 Gbyte) sfruttando una workstation domestica, si tratta di un banco di prova a nostro avviso del tutto pertinente per la tipologia di dischi proposta. Da un lato Samsung con la serie Evo ha portato proprio nelle case di tutti gli appassionati la possibilità di avere un disco SSD di qualità a un prezzo ragionevole, dall’altro chi traffica in azienda con DB importanti, potrebbe valutare senza dubbio la scelta della versione 860 Pro.

Il problema è che davvero questa serie oggi si trova compressa tra la proposta consumer e quella NVMe. Non solo, il comparto SSD inizia ad essere affollato per prestazioni complessive relativamente omogenee tali da giustificare l’attenzione dell’utente per il prezzo. E la versione SSD 860 Pro forse è fin troppo più costosa anche se per le prestazioni, sicuramente migliori, offerte.

Samsung 860 Evo

I dischi arrivano pronti da gestire con il software Samsung Magician ne abbiamo già parlato ma vogliamo confermare la bontà del software adeguato anche in quei casi in cui si sta migrando da un disco tradizionale finalmente a una proposta SSD. Ovviamente vale la pena di aggiornarlo prima di utilizzarlo per il supporto della nuova serie.

Abbiamo eseguito i nostri test con una prima lettura veloce delle risultanze in lettura e scrittura utilizzando Atto Disk, Iometer e PCMark. La fortuna di avere a disposizione un modello 850 Pro, se pur di capacità maggiore (512 Gbyte e 1 TB) ci ha consentito di apprezzare non poco le performance delle nuove serie 860. I test hanno evidenziato soprattutto una curiosa equivalenza che dimostra il miglioramento prestazionale.

Oggi un Samsung 860 Evo da 250 Gbyte vanta un dato in lettura Iops del tutto comparabile a quello dei dischi 850 Pro della serie precedente. Iometer, sfruttato per leggere la velocità di lettura casuale con blocchi di dati da 4kB (sono i piccoli blocchi che più di frequente corrispondono all’utilizzo effettivo quotidiano di un disco) ci ha fornito ulteriori importanti riscontri. Samsung 860 Pro da 256 Gbyte offre risultati sorprendenti tali da superare i dati pubblici che abbiamo raccolto in rete sui Crucial MX500. Dati peraltro confermati in ambiente Atto.

Soprattutto i benchmark rivelano come siano gli ambiti specifici a marcare le differenze tra il modello Evo e il Pro, con i primi che nel contesto di un utilizzo quotidiano come il nostro hanno rivelato performance comparabili a quelle della serie Pro ma del tutto in linea con quanto dichiarato dal produttore.

In sintesi, si tratta di differenze prestazionali pur effettive, e rimarcabili, ma che devono orientare la scelta solo in specifici contesti operativi, tra cui quella già di un utilizzo intenso di applicazioni su NAS. I benchmark PcMark, infine, ci hanno confermato la posizione di livello anche dei tagli inferiori della nuova serie Samsung 860. Addirittura in questo caso Samsung 860 Pro e Evo secondo PcMark nel taglio da 256/250 Gbyte sono del tutto equivalenti e per poco non hanno superato i 5000 punti nella valutazione Storage Score. Inutile dirlo, soprattutto nella serie Evo il rapporto qualità prezzo è ora ottimale.