Data storageStorage

Da Western Digital un hard disk da 10 TB, grazie all’elio

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

Follow on: Linkedin

L’Ultrastar He10 di Western Digital adotta l’elio per inserire un piatto magnetico in più e gestire grandi quantità di dati anche in applicazioni intensive

Aspettavamo il primo produttore a presentare un hard disk da 10 TB adatto anche all’uso quotidiano e questo primato lo ha conquistato Western Digital attraverso la sua controllata HGST: si tratta dell’Ultrastar He10, un disco sigillato al cui interno i piatti magnetici ruotano a 7.200 rpm in un’atmosfera di elio e su cui i dati vengono registrati in modalità PMR (Perpendicular Magnetic Recording).

La peculiarità del nuovo disco Western Digital non sta infatti tanto nell’avere una capacità di 10 Terabyte, una soglia alla quale prima o poi tutti i produttori arriveranno, quanto nell’aver raggiunto i 10 TB usando una tecnologia di scrittura collaudata e affidabile come PMR, che si considera ormai al limite e insufficiente per quanto riguarda la densità di informazioni registrate per centimetro quadrato.

ultrastar-he10_webCon PMR i dati vengono registrati lungo “tracce” che sono separate tra loro, seppure di uno spazio infinitesimo. Per avere una maggiore densità di registrazione i produttori hanno da qualche tempo scelto la strada del Shingled Magnetic Recording (SMR), in cui le tracce non sono separate ma parzialmente sovrapposte come le tegole su un tetto (shingle vuol dire appunto tegola). Si guadagna spazio ma le operazioni di scrittura si fanno più complesse, quindi lente, e un eventuale malfunzionamento di una testina può coinvolgere due tracce invece di una sola.

Per questo SMR viene considerata una tecnologia più indicata per il “cold storage” e meno per le operazioni lettura/scrittura molto frequenti che caratterizzano un hard disk generico per ambienti aziendali. Western Digital adottando PMR offre invece un hard disk per qualsiasi tipo di applicazione anche intensiva.

Il problema della minore densità di PMR è stato risolto inserendo nell’hard disk più “spazio” su cui scrivere: sette piatti magnetici invece dei classici sei, pur mantenendo le dimensioni standard di un hard disk. Questo grazie all’elio: l’atmosfera all’interno dell’Ultrastar He10 è meno densa dell’aria e ciò permette di avere meno turbolenze durante il funzionamento del disco. Questo a sua volta permette di inserire il piatto in più e di avere più precisione nelle operazioni di lettura e scrittura. Inoltre i piatti nel girare incontrano meno resistenza e quindi consumano meno energia, rendendo l’Ultrastar He10 più “leggero” dal punto di vista energetico.

Unico neo sarà il prezzo: non è stato comunicato ma sarà “aziendale”, probabilmente nell’ordine degli 800 euro. D’altronde il fratello minore Ultrastar He8 da 8 TB costa all’utente finale circa 600-700 euro.