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Barracuda cerca il firewall come leva per accelerare l’adozione del cloud

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Durante l’Emea Conference 2016 di Barracuda Networks, Wieland Alge, VP & General manager Emea della società, ha alzato l’attenzione sulla presenza del firewall ovunque si pensi. Questo dovrebbe fare da monito per le imprese affinché non si abbassi la guardia nei confronti dei cybercriminali

Dov’è il firewall? Where’s the firewall? Con questa domanda ripetuta più e più volte, Wieland Alge, vice president & general manager Emea di Barracuda Networks, ha dato il via alla Emea conference 2016 tenutasi ad Alpbach, in Austria. Se lo scorso anno, lo stesso Alge aveva ‘gelato’ la platea arrivando sul palco con una spada, rigorosamente cinematografica, simboleggiante il ruolo che hanno i manager della sicurezza oggi nelle aziende, quest’anno non ha smesso di pensarla allo stesso modo, sottolineando anche il ruolo dei Ceo e dei Cfo, ma si è focalizzato sull’idea del firewall in azienda.

Wieland Alge
Wieland Alge

Secondo Alge, spesso le aziende vanno in tilt proprio perché non sanno se e dove sia il firewall e questo crea un conflitto all’interno delle stesse e sui ruoli di riferimento in azienda, specie perché sapere dove sia il firewall è essenziale ai fini della digital transformation. Parola magica, che sottolinea sostanzialmente un cambiamento di ruolo e di necessità da parte di Cfo e di Ceo. La trasformazione digitale non è altro che il ridisegno dell’intera catena del valore di un’azienda massimizzando l’uso della tecnologia.

Questo nuovo approccio all’IT è invece diventato la passione del Ceo e il fatto che questi stia sottraendo al Cfo la responsabilità dell’It è forse il sintomo più chiaro della rivoluzione It che stiamo vivendo. Quella che ci sta catapultando nella nuova era dell’It. Alge sottolinea che la domanda sul firewall, in primis, è partita da se stesso.

Wieland Alge
Wieland Alge

E’ una domanda che mi sono fatto prima di tutto io – spiega – e poi ho rivolto alle aziende e ho capito che sui Cfo sono nati molti preconcetti. Vorrei svelarli. Ai Cfo non piace il cambiamento, non piace viaggiare e non piace interagire col cliente. In secondo luogo, vorrebbero che anche l’It fosse così. Stabile, statico, locale. I Ceo, invece, vogliono fare progredire l’azienda. Viaggiano e sono continuamente a contatto con i clienti. E vogliono che l’It sia così: progressivo, flessibile e vicino al cliente. Ma dove andrà l’It in futuro? Dove stanno andando gli utenti, i dati, le applicazioni? Due elementi significativi della trasformazione digitale sono in primo luogo il cloud e in secondo le “cose”, i dispositivi connessi. 

Wieland Alge
Wieland Alge

In Italia come è visto il fenomeno? In Italia, almeno escludendo le grandi città, il problema si chiama digital divide che aggrava lo sviluppo delle soluzioni di sicurezza in cloud. Oltre al concetto di sicurezza e di difficoltà a pensare che i propri dati siano all’esterno dell’azienda, le imprese devono fare i conti con un concetto di firewall che diventa sempre più essenziale, specie se i dati varcano la soglia dell’azienda per essere ‘riparati’ in un server fuori dai confini aziendali.

Ma oltre a questo, spiega Stefano Pinato, country manager Barracuda in Italia, nel nostro paese c’è un problema di digital divide. “Le aziende vorrebbero migrare verso il cloud anche in Italia, ma spesso si scontrano con questo problema, una connettività che è perfetta nelle grandi città, ma appena fuori dai grandi centri abitati ci si scontra con un problema reale che preclude spesso lo sviluppo del cloud nel nostro paese. I problemi sono legati ai piccoli centri abitati o alle aree un po’ particolari, dove non esiste la possibilità di installare fibra. – spiega Pinato – Abbiamo un grande aiuto dai nostri distributori che sono Arrow, Edslan, ora Esprinet, e da Zycko, ognuno con una propria specificità. Se lo scorso anno alla Conference c’erano solo 20 aziende italiane, oggi, grazie al lavoro dei distributori, sono 50”.

Il problema, quindi, è che nel nostro paese mancano le condizioni che accelerino l’adozione del cloud e permettano alle imprese di agevolarsi e alleggerire i propri costi interni. Se il fenomeno del digital divide venisse risolto anche a livello governativo, forse si accelererebbe la procedura di adozione del cloud.