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Hitachi Content Intelligence: tutte le informazioni a portata di workflow

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Hitachi Content Intelligence si interfaccia con (potenzialmente) tutte le sorgenti dati e permette di farle confluire in flussi di analisi generalizzata

Hitachi Data Systems ha presentato un nuovo modulo software della sua offerta Hitachi Content Platform: si chiama Hitachi Content Intelligence ed è orientato sia alla memorizzazione a oggetti sia alla gestione di funzioni di ricerca e analisi delle informazioni che gestisce, strutturate e non strutturate. Il suo compito è anche quello di eliminare le separazioni che spesso esistono tra i sistemi aziendali di gestione delle informazioni. HCI in questo senso fa da strato di aggregazione e la capacità di combinare fra loro informazioni prima separate permette – nelle intenzioni di HDS – di trarne delle analisi più efficaci.

Il funzionamento di HCI è basato su un sistema di connettori verso sorgenti dati che lo rendono particolarmente trasversale, in grado teoricamente di ricavare informazioni da qualsiasi sorgente. Laddove non esiste una interfaccia già definita verso un particolare sistema, è possibile crearne una attraverso le API della piattaforma.

Di base HCI parte con alcuni connettori per il dialogo verso il resto della Hitachi Content Platform, Hitachi Data Ingestor, HCP Anywhere, repository di dati su S3 e i filesystem CIFS/NFS.

L'architettura di HCI
L’architettura di HCI

I dati raccolti dalle varie sorgenti vengono classificati e organizzati direttamente nel processo di estrazione, in parte automaticamente e in parte seguendo le indicazioni dell’utente. Il processo è in effetti un workflow complesso composto potenzialmente da una ventina di passi distinti che vengono configurati dall’azienda utente e applicati “una tantum” o periodicamente per l’analisi dei dati. Un modulo di workflow designer permette di personalizzare le operazioni.

Come è opportuno per tutte le piattaforme che analizzano i dati aziendali, HCI prevede un sistema di autorizzazioni per l’accesso alle informazioni, sistema che può interfacciarsi con altri esterni per l’autenticazione degli utenti e il controllo degli accessi a livello di documenti.

HCI può essere eseguito su un server Linux in locale, su macchine virtuali o in cloud, a seconda delle proprie esigenze e della propria infrastruttura. I requisiti minimi indicano 16 GB di RAM, quattro core e 64 GB di storage. Ovviamente più cresce la dotazione hardware maggiori sono le prestazioni possibili.