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Panzanini (Dimension Data): I Cio tornano al loro posto

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Paolo Panzanini, country manager per l’Italia di Dimension Data, ha sottolineato il tema della trasformazione digitale in atto e le conseguenze che il piano nazionale Industria 4.0 ha sulle aziende

I Cio si stanno riappropriando del loro ruolo, quello di capo dell’informazione tecnologica, e sono sempre più vicini alla direzione generale con la quale interloquiscono più spesso su decisioni strategiche. In Italia il ruolo del Cio è centrale nella trasformazione digitale. In un dibattito a ruota libera sul Digital Workplace Report: Transforming Your Business di Dimension Data, Paolo Panzanini, country manager per l’Italia di Dimension Data, ha sottolineato il tema della trasformazione digitale in atto e le conseguenze che il piano nazionale del ministro Calenda, Industria 4.0, ha e avrà sulle aziende. A cominciare dal ruolo delle figure più importanti, ma controverse degli ultimi anni, i Cio. Se fino a qualche anno fa, i ruoli dei Cio, dei Cmo e dei Cfo hanno ‘fatto a pugni’ con quello dei Ceo, dando adito a battaglie decisionali o prese di posizione, dettate solo dal ruolo, oggi secondo quanto hanno riferito i vertici di Dimension Data, le cose stanno cambiando.Paolo Panzanini, Dimension Data La tecnologia e l’informatica in particolare stanno diventando il nuovo centro decisionale nelle imprese di qualsiasi tipo; si pensi solo all’iperammortamento del Piano nazionale Industria 4.0 e le novità che può portare all’interno delle aziende in termini decisionali. Sarà forse più facile ed economico per le aziende fare investimenti in macchinari tecnologicamente avanzati, dato che la percentuale di supervalutazione degli investimenti in beni materiali passa al 250%, contro il 140 del superammortamento, ma la vera vittoria, per le aziende stesse, sarà al raggiungimento di un drastico cambio di rotta sulla mentalità organizzativa delle stesse. Panzanini, infatti, spiega che sull’iperammortamento si deve ancora capire quali opportunità possa mettere in campo, perché “non stiamo parlando solo di acquisto di prodotti iperperformanti, ma anche di cambio di mentalità. Mi aspetto che sulla legge Calenda, ci sia un’ulteriore accelerazione per la fine dell’anno, in fatto di progetti e investimenti”.

Un dato evidenziato dal Report di Dimension Data è rappresentato dal fatto che la trasformazione digitale non riguarda più solo l’adozione delle tecnologie: il 62% dei partecipanti alla ricerca prevede un utilizzo della tecnologia al pari di un consulente virtuale entro i prossimi due anni. Inoltre, il 58% si aspetta di cominciare a investire attivamente in tecnologie in grado di aumentare la capacità di consulenza virtuale nei prossimi due anni. Oggi, i moderni spazi di lavoro non sono più costituiti solo da manager e dipendenti ma da collaboratori che cooperano tra di loro nella conduzione di un progetto e dipendenti che interagiscono con clienti e partner.

E sono sempre di più popolati da “dipendenti virtuali” che non esistono in senso fisico ma tuttavia svolgono un ruolo importante all’interno delle organizzazioni. Anche se l’Intelligenza Artificiale (AI) è ancora in una fase iniziale, è sufficientemente avanzata per essere introdotta nelle aziende sotto forma di assistenti virtuali e, per certi settori come quello bancario, come virtual teller e consulenti virtuali. Sotto forma di bot integrati in applicazioni specifiche, gli assistenti virtuali attingono dalla motrice di AI e dalle tecnologie di machine learning per rispondere ai quesiti di base.

Devid Mapelli
Devid Mapelli

Siamo al cospetto di aziende che si interrogano sul da farsi per resistere sul mercato per i prossimi venti anni. Si pensi, per esempio, al mondo della moda – spiega Panzanini – che si sta interrogando sul fatto che i millenials oggi non scelgano più tra i loghi, pertanto le aziende della moda, che in passato hanno puntato sul brand sempre più evidente e grande, oggi devono ripensare a questo”. Stiamo andando verso modi differenti di intendere il luogo di lavoro, dietro i quali esce con prepotenza la rendita del lavoro stesso, più che il luogo fisico in cui si svolge. Le aziende, forse, lo devono ancora capire ma a piccoli passi ci arriveremo. “Oggi, per innovare, non serve a nulla un’informatica monolitica, ma è essenziale trovare i tasselli da unire per trovare la strada giusta”, spiega Panzanini.

Un capitolo altrettanto interessante per il futuro assetto industriale, sono i big data, la preziosa fonte di dati che fanno ricco il patrimonio di un’azienda. Devid Mapelli, Solutions & Marketing Director di Dimension Data, ha proprio sottolineato questo aspetto spiegando che i big data “portano a un’accelerazione perché inducono le aziende a comprendere quale ritorno potranno avere da un determinato prodotto. Tutto questo fa parte del nuovo modello organizzativo delle imprese, dettato dal piano Industria 4.0”.

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