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Il mercato convergente degli analytics e l’approccio umano

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Il mercato degli analytics si indirizza verso una decisa convergenza di attori e strumenti. Secondo Ovum saranno avvantaggiati i vendor che sapranno fornire sistemi di interazione avanzati con l’uomo

Secondo Ovum il mercato degli analytics e della Business Intelligence cuberà entro il 2021 la bellezza di 27 miliardi di dollari, con un incremento della proposta di soluzioni self-service. Si baderà al sodo: gli analytics servono in tutte le realtà, anche alle piccole e medie imprese, devono essere utilizzati bene, ed essere affidabili. E il secondo punto dei due è l’obiettivo più facile da raggiungere.

Proprio per questi motivi i vendor dovranno puntare all’offerta di soluzioni che amiamo a nostra volta definire “umanocentriche”, a significare che il dato deve rimanere al centro, ma deve anche essere comprensibile dall’uomo. Così anche per Ovum una User Interface umana sarà il futuro di una buona proposta in ambito analytics.

In questo momento sempre più i vendor di soluzioni per gli analytics si stanno rincorrendo con l’offerta di caratteristiche tutto sommato simili, ma allo stesso tempo hanno bisogno di differenziare la proposta.

Gartner Magic Quadrant Data Platform (Feb 2017)
Gartner Magic Quadrant Data Platform (Feb 2017)

Non solo, chi fino ad oggi si è occupato di offrire un’infrastruttura cloud sta arricchendo il proprio portafoglio di prodotti e servizi proprio con piattaforme di analisi pronte da utilizzare e la proposta (si pensi ai principali attori nel cloud pubblico) è decisamente convincente, alla stessa stregua di chi on-premise si trova a utilizzare tool di questo o quel vendor.

Da qui l’analisi di Ovum relativa al lavoro da fare in ambito User Interface. Secondo gli analisti da qui a cinque anni gli utenti si aspettano di poter visualizzare un numero sempre maggiore di informazioni senza trovarsi inibiti dalla crescita della complessità tecnica di queste piattaforme.

Vorranno in pratica poter approcciare le consolle sapendo di trovare le informazioni che servono, visualizzare le evidenze che probabilmente a loro sarebbero sfuggite (ma non all’AI dei tool), potendo interagire con gli strumenti per ipotizzare i cambiamenti di scenario a seconda delle azioni intraprese.

Ovum Predictive Analytics
Ovum Predictive Analytics

Il numero di touchpoint in crescita non è una complessità che deve ricadere su chi ha bisogno dei dati, e non si potrà pensare  ancora a lungo che siano gli sviluppatori, riscrivendo codice giorno dopo giorno,  a permettere la visualizzazione delle migliori informazioni. Piuttosto i vendor dovranno lavorare affinché sia possibile interagire in linguaggio naturale e così facilitare quello che viene oramai definitivo un vero e proprio “viaggio” verso la conoscenza predittiva legata ai dati.

Accanto a queste soluzioni resteranno strategiche quelle per riuscire ad avere il corretto e pulito set di dati da analizzare, e anche in questo caso il lavoro da svolgere è particolarmente intenso. Nell’era dei Big Data, i dati utilizzabili saranno anche tantissimi, ma per nulla “puliti”.

Servono archetipi di standardizzazione semantica (l’analisi efficace del linguaggio naturale è una frontiera ancora tutta da esplorare) e motori per consentire la migliore selezione di set di dati anche in questo caso alla portata anche degli analisti che non siano però programmatori.

Per questo l’avvertimento di Ovum, nell’era in cui tutti si proclamano attori avanzati nell’ambito del machine learning e dell’AI suona chiaro: oggi ci sono circa una ventina di vendor rilevanti in questo mercato, solo chi sarà in grado di garantire un’esperienza sugli analytics davvero umana potrà presto continuare il proprio viaggio. 

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