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I Big data sono croce o delizia?

Giornalista professionista dal 2000. Da 15 anni, Stefano si occupa di giornalismo Ict maturando competenze anche nel consumer electronics. Stefano ha iniziato la sua esperienza giornalistica nel 1996 presso la redazione economica di ItaliaOggi.

Le aziende stanno affrontando il tema dei Big data chiedendosi quali siano i metodi per rendere più redditizia la gestione dei dati ma anche se i Big data non possano essere barriere all’entrata nei mercati o favorire comportamenti restrittivi della concorrenza

Big data croce o delizia? Già perché se da un lato le aziende stanno affrontando il ‘fenomeno’ e si stanno chiedendo, attraverso le società informatiche che ogni giorno lanciano una procedura di analisi per rendere più redditizia la gestione dei dati, dall’altro, qualcuno si è domandato se la gestione dei dati attraverso la procedura dei Big data non possa tradursi in barriere all’entrata nei mercati o favorire comportamenti restrittivi della concorrenza tali da ostacolare lo sviluppo e il progresso tecnologico nonché ledere il diritto alla protezione dei dati delle persone coinvolte.

Ed è per questo che di recente, l’Autorità Antitrust, l’Autorità per le Garanzie e nelle Comunicazioni e l’Autorità Garante per la protezione dei dati personali hanno avviato un’indagine conoscitiva congiunta riguardante l’individuazione di eventuali criticità connesse all’uso dei Big data  e la definizione di un quadro di regole in grado di promuovere e tutelare la protezione dei dati personali, la concorrenza dei mercati dell’economia digitale, la tutela del consumatore, nonché i profili di promozione del pluralismo nell’ecosistema digitale.

L’analisi si concentra sull’impatto delle piattaforme e dei relativi algoritmi sulle dinamiche competitive nei mercati digitali, sulla tutela della privacy e della capacità di scelta dei consumatori e sulla promozione del pluralismo informativo, Ciò anche al fine di verificare l’impatto sull’ecosistema digitale dell’aggregazione di informazioni e dell’accessibilità ai Big data ottenuti attraverso forme non negoziate di profilazione dell’utenza. I Big data si differenziano dagli altri dati per la particolare estensione della quantità di dati raccolti (volume), la continua evoluzione dei dati e la rapidità di analisi in tempo reale effettuata tramite l’utilizzo di complessi algoritmi (velocità) e la diversità e ricchezza a seconda del contenuto e del formato dei dati (varietà).big data

Questi dati sono divenuti essenziali per la crescita economica, l’offerta di servizi innovativi, la creazione di posti di lavoro e il progresso sociale, ma il loro uso  può comportare anche potenziali rischi per la riservatezza delle persone. I Big data sono la nuova fonte di profitto nell’attuale economia digitale, con un valore a livello UE stimato entro il 2020 a più di 700 miliardi di euro, il 4% del Pil. La sfida: portare le  persone al centro di questa economia. I player sul mercato utilizzano i dati generati dagli utenti a supporto dell’innovazione, realizzando nuove economie di scala, adattando le offerte ai bisogni individuali, personalizzandole, ideando nuovi prodotti e servizi migliori. Il valore sprigionato dalle nuove interconnessioni è enorme. E’ corretto che i consumatori ottengano la giusta parte del valore generato, fruendo allo stesso tempo di un’economia dei dati più affinata e dialogante ma anche responsabile, che rispetti i diritti e le libertà fondamentali.

Marco Pierani, direttore Relazioni esterne per Altroconsumo e per il network internazionale afferma:Per cogliere tutto il potenziale offerto dall’interconnessione tecnologica è necessario superare la contrapposizione, sterile, tra libertà di impresa e diritti fondamentali del cittadino-consumatore. Come Organizzazioni di consumatori siamo pertanto pronti a unire le forze con tutti gli stakeholder di riferimento per costruire insieme le condizioni utili a uno sviluppo economico sociale stabile, basato su una nuova catena del valore digitale. Ci impegniamo a rendere i Big data e l’IoT strumenti di libertà anziché di condizionamento subdolo della nostra libertà di scelta e siamo pronti a discutere e negoziare con gli attori responsabili del mercato soluzioni eque per tutti”.290x195bigdata2

I Big Data rappresentano infatti un notevole patrimonio informativo e l’utilizzo di queste informazioni comporta specifici rischi per la tutela della riservatezza delle persone, tenuto conto anche del fatto che, grazie alle nuove tecnologie e alle tecniche di analisi, elaborazione ed interconnessione dei dati, risulta  in molti casi possibile “re-identificare” un individuo attraverso informazioni apparentemente anonime. La potenzialità dei Big data, anche rispetto a dati anonimi o aggregati, può tradursi in profilazioni sempre più puntuali ed analitiche, con il rischio di nuove forme di discriminazione per le persone e, più in generale, in possibili restrizioni delle libertà.

La raccolta delle informazioni e la loro gestione con la logica dei Big Data, rivestono un ruolo strategico per le imprese, in particolare per quelle che operano con un modello di business tipico delle piattaforme online. Queste ricorrono sempre più spesso alle informazioni a carattere personale con l’obiettivo di creare nuove forme di valore. Di qui, il significativo e crescente ruolo svolto dai Big data sulla concorrenza dei mercati e sul pluralismo dell’informazione. Infatti, la fruizione delle notizie in rete avviene sempre più spesso attraverso intermediari digitali quali social network e motori di ricerca che utilizzano i dati personali come asset strategico secondo la logica dei mercati multiversante e attraverso forme di profilazione e definizione di algoritmi che possono incidere sia sul mantenimento della net neutrality tra operatori di rete e fornitori di contenuti, sia sulla pluralità della rappresentazione di fatti e opinioni presso l’utente.

Per cogliere l’opportunità di rendere l’economia digitale positiva per il consumatore, sinonimo di libertà, creazione e innovazione, Altroconsumo con le organizzazioni partner in Belgio, Brasile, Portogallo e Spagna ha promosso un evento al centro del quale si è discusso : quale ruolo i consumatori possono e devono giocare.

Un’opportunità per le cinque Organizzazioni indipendenti di consumatori di raccogliere adesioni e firme al Manifesto #MyDataisMine, con la Dichiarazione I Miei Dati Contano. La Dichiarazione si pone tre traguardi:

  • assicurarsi che i dati personali e la privacy dei consumatori siano rispettati;
  • sia prevista l’opportunità per le persone di giocare un ruolo chiave nella nuova economia;
  • siano stabilite le condizioni di un’economia digitale che garantisca ai consumatori la giusta parte dei profitti in un ambiente economico stabile e sicuro.

Dopo la firma di oggi a Bruxelles da parte delle Organizzazioni di consumatori interessate, la Dichiarazione sarà presentata agli attori internazionali dell’economia digitale.

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