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Zammar (Veeam): Gli obiettivi del 2017

Direttore responsabile di Silicon, ITespresso, ChannelBiz e Ubergizmo dalla nascita, ama analizzare le dinamiche del mercato IT e le strategie dei vendor. Scrive da più di vent'anni di tecnologie, acquisizioni, hardware e software. Modera convegni e seminari. In passato ha diretto Techweekeurope, Gizmodo, Vnunet, PC Magazine e PC Dealer, iniziando il percorso professionale a Computerworld Italia dopo la laurea.

E’ legata al cloud la crescita del fatturato di Veeam. Albert Zammar, vice president Southern Emea Region di Veeam, prevede una chiusura di anno con crescita superiore al 30%. Anche in Italia. Tecnologia, dipendenti e partner i tre tasselli

La crescita di Veeam a livello mondiale nel terzo trimestre del 2016 è stata del 31%  rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con il peso degli ordini Enterprise in crescita del 49%. Il commento a questi dati di Albert Zammar, vice president Southern Emea Region di Veeam, è direttamente legato alla trasformazione che le aziende stanno vivendo e che richiedono disponibilità di dati e applicazioni 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e 365 giorni all’anno. “Un risultato di fatturato che confermiamo anche a livello italiano e che ci permette di avere una previsione di chiusura positiva dell’anno fiscale 2016, con crescita complessiva superiore al 30%, in tutti i segmenti, ma in particolare modo nell’area enterprise dove abbiamo iniziato ad operare un paio di anni fa. A riprova del nostro lavoro anche la nomina da parte di Ovum, come leader per la tecnologia di disponibilità e di protezione dei dati nell’era cloud”.

La crescita nel cloud è legata in modo particolare alla soluzione Disaster Recovery as a service (DraaS) e al programma Veeam Cloud & Service Provider (VCSP). Accanto a queste le partnership tecnologiche che oltre a quelle consolidate con Microsoft, VMware, HPE, NetApp, Emc, Cisco, ora annoverano Ibm in ambito data center, che ha nominato Veeam partner dell’ecosistema Ibm per il cloud. Così come il lancio della release 9.5 di Veeam Availability Suite, che permette di migliorare  la scalabilità per ambienti enterprise e di avere piena integrazione con tecnologie data center di Microsoft, rafforza la partnership con Microsoft, dando la possibilità di migrare su Azure anche macchine virtuali on premises basate su Linux.

Albert Zammar, figura intera, Veeam
Albert Zammar. vice president Southern Emea Region di Veeam

“L’esigenza delle aziende di avere accesso ai dati in modo continuo grazie al cloud e di poterli recuperare in caso di guasto è  trasversale, tema di interesse di piccole, grandi e medie realtà. In Italia il nostro parco clienti conta 13.200 aziende e più della metà del fatturato (60%) deriva dai progetti fatti con le grandi aziende enterprise. – precisa Zammar – Ma nella fascia media e piccola, che comprende fino alle partite Iva, la numerica di nostri clienti è maggiore”.

Nessun segmento verticale di mercato viene spinto in modo particolare, ma si agisce per avere la maggiore presenza all’interno delle infrastrutture IT come supporto al business. “Nei dieci anni di attività di Veeam, festeggiati a ottobre, credo che abbiamo fatto leva su tre punti di forza: la tecnologia testimoniata dal fatto che i clienti non si lamentano – scherza Zammar -, le persone interne legate a una forte cultura aziendale,  i partner che sono una comunità coesa”.  43.000 partner nel mondo, 1.700 in Italia con 13.200 clienti, in crescita del 30% rispetto all’anno precedente.
C’è ancora un gap tra consapevolezza della necessità di proteggere i dati e progetti in corso. Se si guarda alla presa di coscienza delle aziende nei confronti dei temi della disponibilità del dato si evince che l’esigenza è sì sentita ma la bi-modalità in cui le aziende ancora operano (conservative sulla parte legacy, innovative sulla parte cloud) frena. “Credo che il prossimo report mostrerà un cambiamento positivo – auspica Zammar -: il semplice fatto che si parli molto più di infrastrutture iperconvergenti, di loro natura meno costose, più agili, più gestibili dimostra l’attenzione agli investimenti, molti dei quali saranno messi a budget nei prossimi mesi dalle aziende. La pubblica amministrazione, invece,  è ancora molto lenta e lo sarà fino a che non si attuerà l’Agenda Digitale, di cui oggi se ne parla tanto ma che è ancora al palo”.

Guardando all’Italia, gli obiettivi del 2017 sono crescere in particolare sull’area cloud (“che per noi raddoppia anno su anno ma che vedrà un’esplosione tra il 2017 e il 2020”), crescere nel mercato enterprise, mantenere la posizione nel mercato delle medio e piccole aziende dove Veeam ha già forte penetrazione. “I clienti sono 13.200 ma se si stima che nell’area del recovery ci sono circa 200.000 aziende, i margini per ampliare il nostro business ci sono, anche per fare molto”  conclude Zammar che riconferma l’obiettivo mondiale di medio periodo dichiarato dal management internazionale:  raggiungere un miliardo di dollari di fatturato entro il 2018, soprattutto puntando sulle aree di business più innovative.