CloudCloud management

Werner Vogels (CTO Amazon), il cloud computing è la nuova normalità

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

SLIDESHOW – In occasione di AWS Global Summit, Amazon incontra sviluppatori, clienti e aziende e mette in mostra la propria strategia tutta orientata alla realizzazione di un cloud pubblico in grado di indirizzare qualsiasi esigenza. Le case history italiane, i servizi e le soluzioni più interessanti

Per il primo Amazon Global Summit italiano (al MiCo di Milano, oltre 2mila gli addetti ai lavori presenti) arriva dagli Usa Werner Vogels, Chief Technology Officer di Amazon. Il Summit apre i battenti così, con una visione di insieme sullo scenario del cloud computing, come è cresciuto negli ultimi tre anni, e come è vissuto oggi da Amazon e dalle aziende che hanno scelto gli AWS (Amazon Web Services) nel nostro Paese.

Il cloud computing è la nuova normalità – esordice Werner Vogels – in Amazon abbiamo visto questo percorso delinearsi negli anni in modo decisivo, e oggi contiamo oltre un milione di clienti attivi ogni mese, con una crescita nei ricavi in pesante doppia cifra”. Gli Amazon Web Services nell’ultimo trimestre del 2014 hanno fatturato 5,7 miliardi di dollari che nello stesso trimestre del 2015 sono diventati 9,6. Soprattutto gli AWS sono stati scelti da realtà di ogni tipo: startup, come enterprise mature, in ogni realtà di settore, facendo leva sia sugli ISV sia sulle cosiddette ‘cloud boutique’ le realtà più piccole, in grado di proporre soluzioni applicative di rilievo e di offrirle ai clienti in tempi rapidi.

Werner Vogels - Amazon CTO
Werner Vogels – Amazon CTO

Una crescita veloce perché è questo il requisito base nell’era della Digital Transformation. Le aziende cambiano per sopravvivere, richiedono di diventare più efficienti, agili e per farlo sono chiamate a valorizzare le competenze di cui dispongono, ma anche a cercare le risorse dove più saranno disponibili in modo smart, senza immobilizzare capitali.

Non c’è più spazio per il concetto di data warehouse universale, ma ci sono oggi le condizioni per poter offrire, a chiunque, una risorsa del tutto su misura e Amazon ha arricchito negli anni il proprio portafoglio proprio ascoltando quelle che erano le richieste del pubblico.

Sembra crollare anche il paradigma per cui il cloud del futuro debba necessariamente basarsi su un approccio ibrido. Nella strategia di Amazon infatti è chiara la volontà di apprendere le esigenze direttamente dai propri clienti, in base a quelle – se i casi sono interessanti – modellare l’offerta, scendere in campo in tempi rapidi, anche se con una soluzione che potrà evolvere e offrire tool, dopo tool (sono centinaia oggi) e soluzione dopo soluzione (sono oltre 70 quelle end-to-end già disponibili) il cloud computing ad hoc, in un paradigma che vede sempre al primo posto l’esigenza della sicurezza. (Continua…)