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Nel 2021 il traffico dei data center sarà “completamente” in cloud

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l'evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

Nel 2021 oltre il 90 percento dei carichi di lavoro sarà su data center in cloud, raddoppiano i data center hyperscale anche per una maggiore fiducia nella sicurezza e il volume di Big Data crescerà di otto volte

Lo dice la settima edizione del report Cisco Global Cloud Index: nel 2021 il traffico cloud rappresenterà il 95 percento del totale del traffico complessivo dei data center. L’incremento in questa direzione è favorito non solo dalle applicazioni aziendali ma anche da quelle consumer per esempio i servizi di streaming video, e i social network. In ambito aziendale invece dalle soluzioni ERP, da quelle per la collaboration, ma anche dagli analytics.

Si tratta di una crescita anche molto rapida, in accelerazione. Secondo il report raffico globale data center cloud raggiungerà i 19,5 Zettabyte (ZB)  per ogni anno solare entro il 2021, rispetto ai 6 ZB all’anno nel 2016 (3,3 volte la crescita o un tasso di crescita composto annuo del 27 percento dal 2016 al 2021). A livello globale, il traffico data center cloud rappresenterà il 95 percento del traffico totale data center entro il 2021, nel 2016 era dell’88 percento.

Non solo, la crescita delle applicazioni Internet of Things (IoT) come le smart car, le smart city, i servizi di connected health e le utility digitali, nella roadmap delle aziende, richiede soluzioni di elaborazione e memorizzazione scalabili per soddisfare le nuove e sempre maggiori esigenze dei data center. A questo proposito Cisco prevede che le connessioni IoT raggiungeranno i 13,7 miliardi nel 2021, rispetto ai 5,8 miliardi del 2016.

Quindi c’è decisamente più fiducia oggi nel cloud, rispetto al passato, in parte dovuta alla percezione che la via del cloud computing rappresenta comunque una via obbligata per la Digital Transformation. Una fiducia crescente anche per quanto riguarda il cloud computing pubblico. Cisco definisce questa tipologia come data center hyperscale.

Essi quasi raddoppieranno da qui al 2021 rispetto al numero di quelli nel 2016. In quell’anno essi funzioneranno con il 53 percento di tutti i server attivi (era il 27 percento nel 2016), metteranno a disposizione il 69 percento di tutta la potenza di elaborazione dei data center (41 percento nel 2016) e conterranno il 65% di tutti i dati archiviati nei data center (51% nel 2016).

Nel complesso è impressionante il dato secondo cui il 94% percento dei carichi di lavoro e delle istanze di calcolo verrà processato dai data center in cloud, con carichi di lavoro in crescita di più del doppio, e una densità di istanze per calcolo vicina al raddoppio. 

A incidere sul volume dei dati trattati inevitabilmente saranno proprio IoT e i Big Data, mentre i dati tout court quintuplicheranno rispetto a quelli memorizzati nel 2016, i Big Data saranno otto volte di più rispetto al 2016. E la tipologia Big Data, da sola, rappresenterà il 30 percento dei dati complessivi archiviati. 

Inoltre grazie ad IoT, la quantità totale di dati creati (e non necessariamente memorizzati) da qualsiasi dispositivo raggiungerà il volume di 847 ZB all’anno entro il 2021, rispetto a 218 ZB all’anno nel 2016. 

Per quanto riguarda invece il consumo di traffico per tipologia di applicativi, i big data rappresenteranno il 20 per cento (2,5 ZB annuali, 209 EB mensili) del traffico all’interno dei data center, rispetto al 12 per cento (593 EB annuali, 49 EB mensili) nel 2016, mentre le applicazioni per la ricerca il 20 percento del traffico all’interno dei data center, rispetto al 28 percento del 2016. l social networking rappresenteranno il 22 percento del traffico all’interno dei data center, contro il 20 percento all’inizio del periodo di analisi del report.

La tipologia di workload dominante è riconducibile al modello Saas (75 percento nel 2021), ma già oggi la percentuale non si discosta più di tanto, in calo invece il volume di workload Iaas (del 21 percento rispetto al 2016), con l’approccio Paas invece a sua volta in crescita ma intorno solo all’8 percento.