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HPE SimpliVity 380, ecco il primo server HPE su piattaforma Omnistack

Nel 1998 inizia la sua esperienza nel mondo IT in Mondadori e partecipa alla nascita di Web Marketing Tools di cui coordina la redazione. Redattore esperto di software per PC Magazine, e caporedattore di ComputerIdea, segue da circa 20 anni l’evoluzione del mondo hardware, software e dei servizi IT in un confronto continuo con le aziende leader del settore

A distanza di pochi giorni dalla conclusione dell’acquisizione di SimpliVity, HPE presenta il primo server SimpliVity 380 basato su HPE ProLiant DL380 Gen 9 e la piattaforma OmniStack

A inizio anno, con l’acquisizione di SimpliVity per 650 milioni di dollari (ultimata a Febbraio), HPE ha compiuto un balzo in avanti importante. Non si trattava di mettere le mani su altro ferro, il piatto forte era invece la piattaforma di Simplivity, Omnistack, per la gestione delle diverse risorse che compongono l’ambiente iperconvergente. A poco più di due mesi dall’acquisizione a CeBit 2017 HPE ha annunciato il suo primo server SimpliVity 380, promesso proprio nei giorni dell’acquisizione.

E’ basato su piattaforma Intel e sul ferro HPE ProLiant DL380 Gen 9, combina risorse infrastrutturali e Advanced Data Services per l’ottimizzazione dei workload virtualizzati. Si parla di un sistema compatto, scalabile, form factor 2U; come si pretende da un sistema iperconvergente è in grado di erogare risorse di computing, storage e networking, ma aggiunge a questo un set completo di funzionalità avanzate per incrementare efficienza, flessibilità nelle possibilità di gestione, protezione e performance negli ambiti di utilizzo previsti che sono appunto i flussi di lavoro virtualizzati, e forse ancora di più sulla parte storage, con granulari sistemi di controllo e protezione.

Il tempo di introduzione rispetto all’acquisizione di SimpliVity non dovrebbe stupire: OmniStack di suo è piattaforma che facilita la convivenza tra risorse on-premise e servizi multi cloud esterni. Ed è già parte integrante nell’offerta iperconvergente di altri vendor (tra gli altri anche Huawei).

L’obiettivo di un sistema iperconvergente come questo proposto è prima di tutto quello di semplificare l’infrastruttura IT, assicurarsi un deployment veloce, ma non per questo meno scalabile, e una gestione centralizzata dell’infrastruttura virtualizzata. HPE parla di risparmi 3X in confronto a quelli di un’infrastruttura IT tradizionale e di un risparmio 2X rispetto a una proposta in public cloud.

HPE SimpliVity 380
HPE SimpliVity 380

Dal punto di vista hardware sono previsti sostanzialmente tre modelli HPE SimpliVity 380, a seconda della dimensione del business, in configurazioni storage 5×1,9 TB SSD fino a 12×1,9 TB SSD, per capacità effettiva fino a 40 TB per unità.

Le cpu, come si diceva, sono rigorosamente Intel, e sono le medesime su tutti i modelli con la disponibilità Dual Intel E5-2600 v4 (architettura BroadWell) fino a 44 core. Si tratta di machine con connettività 2x10Gbe (SFP+) e 2x1Gbe (RJ45), ma con fino a 1 NIC addizionale su Dual Cpu.

La proposta porta con sé le funzionalità di deduplica e compressione always-on, e i servizi di backup e replica in remoto.