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Dopo Ryzen, AMD prepara il terreno per Naples

Giornalista e collaboratore di TechWeekEurope, si occupa professionalmente di IT e nuove tecnologie da oltre vent'anni e ha collaborato con le principali testate italiane di settore

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Le evoluzioni dei datacenter e del cloud vanno a favore di processori come il futuro Naples, spiega AMD

Dopo aver mosso le acque in campo personal computer con il lancio dei nuovi processori Ryzen basati su architettura Zen, AMD si sta muovendo per preparare il terreno ai processori da server che sta sviluppando sulla medesima piattaforma. Non hanno ancora un nome ufficiale ma solo quello in codice – Naples – e dovrebbero arrivare entro metà 2017. Il tempo per creare “hype” e anche le condizioni per cui i produttori di server se ne interessino, quindi, non è molto.

Anche perché il compito di AMD qui si fa più complicato: Naples deve recuperare parecchio terreno rispetto alla proposta Intel, più di quanto non debba fare Ryzen in campo desktop. Qui AMD ha puntato nettamente sul concetto di prestazioni, guardando agli utenti che sono più interessati alla performance dei loro PC. Ovviamente i gamer, ma in prospettiva anche tutti coloro che quest’anno avranno a che fare con la realtà virtuale e quella aumentata, e salendo di livello con il machine learning e altre applicazioni cognitive.

Uno dei vari prototipi di motherboard con AMD Naples apparsi online
Uno dei vari prototipi di motherboard con AMD Naples apparsi online

Non è un caso: chi cerca prestazioni oggi è uno dei pochi disposti a mettere pesantemente mano al portafogli per un PC e in questo campo Intel ha un’offerta che “risente” della mancanza di una vera concorrenza. La strada per il lancio di Ryzen è quindi abbastanza chiara: un approccio mirato.

Per Naples le cose sono diverse. AMD ha perso tempo in campo server e mettere in discussione il predominio dei processori Xeon non è semplice. Anche perché i grandi cloud provider e hyperscaler amano l’approccio “white box” con un collegamento molto stretto tra il loro codice e l’hardware sottostante. Togliere uno Xeon e mettere al suo posto una CPU Naples non è immediato.

Anche per questo AMD mette in evidenza che le attuali evoluzioni tecnologiche in campo server e datacenter vanno nella direzione che sta seguendo l’architettura Zen. Sintetizzando quello che ha spiegato in merito Forrest Norrod – che ha il ruolo di Senior Vice President e General Manager dell’Enterprise, Embedded and Semi-Custom Business Group di AMD – il futuro dei server va verso piattaforme con una sola CPU con molti core affiancata da GPU e altri acceleratori hardware.

Un altro esempio di motherboard con Naples
Un altro esempio di server con processore Naples

La base di questo ragionamento – che va ovviamente contro il classico modello dei server a doppia CPU Xeon con relativamente pochi core per processore – è che la virtualizzazione e a maggior ragione l’approccio a container traggono vantaggio dalla presenza nello stesso processore di molti core sui cui distribuire i workload. In questo senso Naples punta sui suoi 32 core contro i 24 (al massimo) degli Xeon da server.

Collegato a questo punto è il concetto dello sviluppo dei server monoprocessore. Avere molti core in una sola CPU, oltretutto realizzata sfruttando le tecniche di microlitografia più evolute, permette di gestire con un solo processore i carichi di lavoro che di solito ne richiederebbero due. Questo anche perché sempre più il processore tradizionale sarà affiancato da altri chip che condivideranno parte del suo lavoro: GPU (e AMD ha le sue) e anche FPGA (qui Intel gioca la carta Altera e AMD potrebbe rispondere con i risultati di CCIX).

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